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domenica 30 maggio 2010

In ricordo di Cecilio Scalabrini

Si è spento Cecilio Scalabrini, che per lunghi decenni fu insegnante di lettere al collegio Santa Maria e all’istituto Cobianchi di Verbania. Era molto conosciuto a Omegna e in tutto il Cusio, dove molti ne piangono la scomparsa.

“Noma béva ‘l cafè, ch’lè incora prèst…”
Ci arrivava alle spalle, in quella stradina che porta alla piazza ‘del Cobianchi’, sulla sua bicicletta – qualunque tempo facesse – con lo spolverino svolazzante, il cappellaccio alla ‘diotistrafulmini’ (Guareschi docet), la vecchia cartella stracolma di libri appesa alla canna. Non importava che mancassero non più di dieci minuti al suono della sirena, al caffè – meglio se corretto – non si poteva rinunciare ed era un rito da celebrare in compagnia, commentando l’ultimo libro letto. A noi, ragazzi di quinta superiore al corso elettrotecnici, non pareva vero di essere trattati alla pari dal prof… E che prof!
Vederlo far lezione era uno spettacolo. I gomiti piantati sulla cattedra, i baffi e il pizzetto eternamente macchiati di nicotina, la voce roca ed espressiva, non leggeva i testi: li recitava. Aveva un vero talento da attore e il ‘copione’ lo conosceva a memoria. Ricordo ore trascorse a sentirlo declamare e commentare i versi di Dante, precisi precisi, come sul testo che tenevo spalancato sul banco. Ricordo la passione che metteva nel parlarci di Fenoglio e della Resistenza, di Voltaire e dell’impegno civile, di Macchiavelli e di Leopardi e di tanti e tanto altro. Buona parte della mia passione per la storia e per le ‘storie’ la debbo certamente a lui e di questo gli sarò sempre grato.
Me lo ritrovai a fianco un paio di anni dopo quando, in quello stesso Cobianchi, saltata la ‘barricata’, divenni a mia volta insegnante. E ancora una volta si dimostrò buon amico e prezioso consigliere.
In questi giorni, da quando la notizia della sua scomparsa è stata pubblicata sul giornale con il commento commosso del preside Franco Bozzuto, più di uno dei vecchi compagni di scuola mi ha mandato a dire: “Hai sentito, il Cecilio?.. Meriterebbe due parole di ricordo.”
Per la verità, credo che un intero poema non basterebbe ad esprimere la gratitudine per quanto ha saputo insegnarci. Ma tra le prime cose che ci trasmise vi fu il senso della moderazione e della modestia e proprio per questo sono certo che in queste poche, inadeguate parole riuscirà a cogliere tutta nostra tristezza e la nostra riconoscenza.
Ciao, prof! E… grazie.

massimo m. bonini

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