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martedì 6 aprile 2010

La Madonna del Popolo

Gli storici omegnesi, Bazzetta e Caccini in particolare, lo ricordano isolato in mezzo alla campagna, lungo la mulattiera che porta alla Verta e al Ronco e che diverrà, con il passare del tempo, la via Manzoni. E’ l’oratorio dedicato a Santa Maria del Popolo, la Madonna della gente, cui va da secoli l’incondizionata devozione dei cittadini cusiani.
Con il passare del tempo l’edificio è stato più volte rimaneggiato e ingrandito, soprattutto, pare, ad opera di una delle maggiori glorie cittadine, quell’abate Giuseppe Zanoia (1747 – 1817) architetto e rinomato artista che molto operò a Milano e che è sepolto all’oratorio della Verzella. In particolare alla chiesa sono stati aggiunti il portico e le due cappelle laterali con gli altari dedicati a sant’Antonio abate – sant’Antòni dal porscél – e a san Rocco, protettore dalle pestilenze. E a tale proposito va ricordato come esistesse nei pressi della chiesa un altro edificio, destinato a lazzaretto e come tale ancora utilizzato durante le gravi epidemie di colera di metà ‘800. Presso l’altare di san Rocco una recente rappresentazione ha sostituito quella precedente, nella quale il sant’uomo aveva le sembianze del mitico dotor Nòbil, mentre nella cappella di sant’Antonio sono ricordati i caduti di tutte le guerre.
All’esterno la salita acciottolata, purtroppo molto rovinata, parte dalla fontana di granito, ormai muta da lunghi anni, e porta all’entrata laterale, dominata dalla lapide agli alpini. Alle spalle della chiesa la casa parrocchiale - a ricordo del fatto che questa fosse la chiesa parrocchiale di tutti gli omegnesi ‘dell’est’, cioè abitanti ad oriente della Nigoglia. Pochi ricordano invece come in quella stessa casa, sino al 1878, risiedesse un piccolo gruppo di frati cappuccini, distaccati dal convento di monte Mesma.
barba Bunin

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