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mercoledì 18 maggio 2011

Calendario tradizionale delle feste e dei lavori

Vi propongo un viaggio. Un viaggio non particolarmente lungo, dal punto di vista geografico – ci muoveremo tutt’attorno al lago d’Orta e nei suoi immediati dintorni – ma soprattutto un viaggio nel tempo, fino alla preistoria e ritorno, seguendo il cerchio dell’anno, lasciandoci condurre… dal calendario.
Con un’avvertenza. Per il nostro viaggio avremo bisogno di uno strumento importante: la lingua. La lingua parlata dalla gente, quella con cui nei secoli – anzi, nei millenni – è stata codificata e trasmessa la cultura della gente, lingua che non corrisponde mai a un canone letterario, ma piuttosto alle esigenze pratiche quotidiane, lingua diversa da zona a zona e pure con carattere di forte unitarietà, lingua regionale… dialetto. Io parlo quello del mio paese, Casale Corte Cerro e lo scrivo utilizzando le regole fonetiche e grammaticali fissate dalla Consulta regionale per la Lingua Piemontese, adattate alle nostre parlate, che dal piemontese vanno virando nel lombardo occidentale man mano che ci si sposta da ovest a est, dalla Compagnia dij Pastor di Omegna.

Il calendario, dunque. Quel blocchetto di fogli che tutti teniamo appeso alla parete di casa, che consultiamo per conoscere i giorni di festa e di lavoro, il trascorrere delle stagioni, la scadenza degli onomastici. Il calendario, appunto, ma sarebbe meglio dire ‘I’ calendari, perché di tali strumenti se ne possono citare parecchi. Innanzitutto il calendario solare, di tipica cultura maschile, quello formato da dodici mesi; e dodici, si badi bene, è un potente numero magico, così come il tre e il sette. Dodici sono gli apostoli di Cristo, dodici le tribù d’Israele, dodici i principali pianeti e le ‘case’ dello zodiaco. Ma esiste anche un calendario lunare, legato alla cultura femminile e basato sulle fasi, o quarti, del satellite terrestre con un ciclo di ventotto giorni e scadenze precise, tanto che Lä lunä, se ‘s fa inprumä dël sés, n’è mi colä dël mès . E’ nota l’influenza delle fasi lunari sui cicli biologici e naturali e quindi sui lavori agricoli.
Poi esiste un calendario dei santi le cui ricorrenze ricordano il martirologio – la seconda nascita – dei grandi personaggi della chiesa cristiana. Per i nostri vecchi era questo il principale riferimento, tanto che per loro avevano scarso significato date come il 15 gennaio o il 30 novembre, ma sapevano ben collocare le ricorrenze di san Mauro e di sant’Andrea. E val la pena di ricordare che il calendario antico differisce da quello moderno, dopo le riforme apportate alcuni decenni or sono.
E ancora, di somma importanza per la nostra preistoria, il calendario celtico, incentrato sulle grandi festività di quelle antiche popolazioni. Sahmain, tra autunno e inverno, Imbolc tra inverno e primavera, Beltaine a mezz’estate e Lughnasad al centro dell’estate, senza contare le numerose divinità minori.

Da qui allora, in omaggio agli antenati preistorici, iniziamo il nostro viaggio. Da quel Sahmain nel cui giorno, o meglio, nella cui notte – che per gli antichi il nuovo giorno iniziava al crepuscolo – i defunti tornavano sulla terra a visitare i propri discendenti. Morti benigni, tornanti a portare consolazione e consiglio. Morti da attendere con trepidazione e accogliere degnamente, preparando loro un banchetto di benvenuto. Ancora ai tempi della mia infanzia gli anziani andavano a letto, la sera del 31 ottobre, dopo aver recitato il rosario, lasciando sulla tavola castagne, latte e vino: la cena dei morti. Riti precristiani che la Chiesa non è mai riuscita ad estirpare, riti che ha cercato di sostituire sovrapponendo a quel momento una delle sue feste più importanti: Ognissanti, all Hallow even - la sera di tutti i Santi - in inglese. Quando le carestie dell‘800 costrinsero milioni di irlandesi a rifugiarsi in nord America, costoro si portarono dietro le tradizioni degli antenati, tradizioni che nel giro di pochi decenni si sono trasformate e ci sono ritornate sotto la forma di quel patetico carnevale a base di streghe e fantasmi che tutti conosciamo con il nome di Halloween.
Abbiamo citato le castagne, il pane dei poveri. Era tradizione che nel pomeriggio del primo novembre nelle osterie si preparassero ij bärgol, le castagne bollite da servire a chi tornava dalle cerimonie nei cimiteri insieme al primo assaggio del vino novello.

L’11 novembre si ricorda san Martino, il cavaliere romano che, secondo la leggenda, divise il proprio mantello a colpi di spada per donarne un metà ad un infreddolito mendicante.
A san Martino, tradizionalmente, terminava l’annata agraria e si rinnovavano i contratti di mezzadria e di affittanza. E le famiglie contadine che non ottenevano il rinnovo dovevano traslocare altrove le proprie povere cose, da cui l’espressione fàa sän Märtin. E ancora, il giorno di san Martino segnava l’inizio del periodo di libero transito tra i campi e i prati, periodo che durava sino a san Giuseppe, il 19 di marzo.
Per gli antichi Martinmas, il giorno di Martino, segnava l’inizio dell’inverno, quando il santo cavalca al crepuscolo e porta la prima neve.
Infine questo è di ‘d marcä, giorno segna tempo. Se al tramonto il cielo sarà sereno ci potremo aspettare un inverno breve e clemente, ma se il sole tramonterà tra le nubi neve e freddo intenso non mancheranno. Ma comunque è bene ricordare che, nonostante l’estate di san Martino, l’invèrn l’hä mai mängià ‘l luv.

Novembre era il mese dei rientri. Gli emigranti stagionali tornavano dai loro lavori nelle pianure o nelle città d’oltralpe, gli alpeggi erano stati ormai ‘scaricati’, gli ultimi frutti raccolti e i campi preparati per l’inverno. Le famiglie erano finalmente riunite e c’era tempo da dedicare alla vita sociale. In questo periodo, la terza domenica del mese, i casalesi avevano collocato la festa della loro copatrona, la Vergine del Rosario, ricordata come Mädònä dij mätän, Madonna delle ragazze. Ragazze che una settimana prima organizzavano una questua che le portava, a gruppi di tre, in tutte le case del paese a raccogliere le offerte per la parrocchia. Recavano un ramo secco – simbolo della stagione - adorno di nastri colorati, di nocciole e di dolciumi che venivano distribuiti in cambio dell’obolo ricevuto.
Il 25 novembre si festeggia santa Caterina d’Alessandria e për säntä Cätärinä ij vach ä lä cässinä, ij pèvär ä lä provinä e ij crav ä lä giavinä. Naturalmente, per ben gestire la stalla, inprumä ‘s tràa fòo ‘l làam e peui ‘s tirä dént ël stràam. Chi ha orecchio per intendere…
Për sänt’Ändréä ël frëcc äl montä in cädrègä, a sant’Andrea, 30 novembre, il freddo comincia veramente a farsi sentire. In valle Strona si festeggiava il rientro degli emigranti stagionali, palai e peltrai. Altrove questa era la notte dei morti viventi, che l’inverno è tempo di tenebre e malefici.

E di neve.
2 dicembre, santa Bibiana, di’d marcä: së fiòcä për säntä Bibiänä, fiòcä për quäräntä dì e ‘nä smänä. 40 è un altro numero magico, di solito legato ad eventi infausti, una specie di maledizione ricorrente nel calendario tradizionale. Quaranta giorni durarono il diluvio universale e il digiuno di Cristo nel deserto, quaranta giorni dura la Quaresima e per quarant’anni il popolo d’Israele vagò nel deserto alla ricerca della terra promessa.

Il 6 dicembre si ricorda san Nicola. Si racconta che Niklaus, vescovo di Mira, in Siria, usasse aiutare i suoi concittadini aggirandosi di notte e lanciando doni dalle finestre. Una volta l’obolo finì dentro una calza stesa ad asciugare e da qui nacque la leggenda di uno spirito benefico vestito di rosso – colore della tonaca vescovile - che porta doni nelle notti d’inverno. Nel nord Europa il santo vescovo, con il nome storpiato in Santa Klaus, arriva nel giorno della sua festa a portare doni ai bambini buoni mentre il suo assistente, l’orrido gnomo Knetcht Ruprecht, sferza i cattivi con la sua frusta.
Nel nord Italia è invece santa Lucia, ricordata il 13 dicembre, a dispensare i doni. Li depone nelle scarpe che i bambini lasciano a sera sul davanzale di una finestra, insieme a un poco di fieno per l’asinello che li trasporta. Giovannino Guareschi ricordava questa tradizione della sua Emilia in uno dei deliziosi racconti di Natale, intitolato proprio L’asino di Santa Lucia.
Nel calendario antico il solstizio d’inverno, momento di minor durata della luce diurna, cadeva proprio in questo giorno, tanto che säntä Luziä l’è ‘l dì pussè curt chë’gh siä.
Gli antichi indoeuropei, provenienti dall’estremo settentrione, avevano terrore del buio invernale, temevano che il sole, inghiottito dall’interminabile notte artica potesse non tornare a riscaldare e fecondare la terra. Da qui tutta una serie di riti propiziatori tra i quali, in Scandinavia, la processione delle vergini della Luce, con il capo adorno di lumi, cui si riallaccia il nome di Lucia, portatrice della luce.
Nel calendario attuale il solstizio d’inverno cade il 21 dicembre, giorno di san Tommaso; infatti sän Tomà, né ‘l và né ’l stà.
In questo periodo i romani celebravano i Saturnali, festa di Saturno, dio delle tenebre. Nei territori occitani e di più radicata tradizione celtica si esegue la danza delle spade, lo bal do sabre, rito di difesa dall’oscurità. I vichinghi posizionavano sulle più alte vette le sentinelle della luce, con il compito di segnalare con il suono dei corni il ricomparire del sole all’orizzonte meridionale.

E la luce ritornava, pochi giorni dopo il solstizio, vittoriosa sulle tenebre e festeggiata proprio come il Sole Invitto. Aveva inizio un lungo periodo di allegria, le dodici notti magiche (dodici, si badi bene). Nei focolari veniva acceso lo Jól, un grande ceppo che doveva ardere di fuoco perenne e sventura avrebbe colto la famiglia che lo avesse lasciato spegnere.
Cosa poteva fare la Chiesa, se non sovrapporre ai festeggiamenti per la rinascita della luce quella che commemorava l’analogo evento, il Natale di Cristo, luce dell’umanità. Quel Natale che i cristiani delle origini festeggiavano a fine marzo e che solo dopo alcuni secoli venne spostato in questo periodo, per ovvi motivi. Për Nädal ël pass d’on gal. Ma è anche di ‘d marcä: Nädàl äl sol, Pasquä äl tizzón.
Quella della vigilia di Natale è una notte magica, di grande pace, durante la quale gli animali prendono a parlare tra di loro e, a chi li sa ascoltare, rivelano i luoghi ove si celano antichi tesori. La mattina successiva le madri usavano lavare i neonati con acqua scaldata su un fuoco di rami di ginepro (brisciol), cosi come fece la Vergine col santo Bambino.

Ben diversa la notte del 31 dicembre, giorno di san Silvestro Papa. Notte di tregenda, nella quale si scatenano gli spiriti maligni. Per allontanarli servono luce e rumore ed ecco che per i vicoli dei paesi si aggirano gruppi di uomini muniti di torce e armati di bastoni che sbatacchiano fragorosamente; spari ed esplosioni, naturalmente, amplificano l’effetto dell’esorcismo.
Altrove si eliminano gli oggetti vecchi e inutili lanciandoli dalle finestre e nel rogo dell’anno vecchio, sotto forma di fantoccio di paglia, si immagina di bruciare ogni negatività del passato per far posto al nuovo e migliore – si spera – in arrivo.

Epifania, la dodicesima notte magica, chiude il ciclo delle feste d’inverno. Epifania, la prima manifestazione di Cristo – che viene pubblicamente presentato ai Magi, rappresentanti di tutte le genti del mondo – tanto da essere popolarmente citata come Pasqua Befanìa, anticipazione quindi della Pasqua, vera manifestazione della potenza divina nella Resurrezione. In alcune regioni si appendevano pane, sale e dolciumi ai rami dei meli per risvegliarne la fertilità mentre un uomo con maschera di toro - simbolo di vigore e fertilità – si aggirava per le campagne. Riti di questua si tenevano in molti paesi, così come le rappresentazioni della Stella e del Gelindo, recite popolari che ricordano ancor oggi l’adorazione dei pastori e l’arrivo dei Magi. E proprio di loro parla il Canto dei Tre Re, antica melodia che accompagna e chiude tali rappresentazioni, così come le funzioni religiose.
A Colloro di Premosello è ancora vivo il rito della Carcavègia, falò rituale di un fantoccio di paglia che ricorda la leggenda secondo la quale alcuni burloni furono mandati al rogo dai Magi per aver loro fornito false indicazioni circa il percorso verso Betlemme.

Terminate le ‘feste’ ha inizio il periodo più duro dell’anno, quello del maggior freddo e delle nevicate più intense. Cadono in questa seconda parte di gennaio le ricorrenze di alcuni santi particolarmente venerati nelle nostre zone, santi che la gente soprannominò mërcänt ëd fiòcä.
Il 15 san Mauro abate, il fido collaboratore di san Benedetto, che i montanari invocavano come protettore dai lupi; il 17 sant’Antonio abate, protettore degli animali domestici, nella cui festa viene benedetto il sale che servirà per allontanare le epidemie di afta. E ricordiamo che ormai, a quasi un mese dal solstizio, il giorno si è sensibilmente allungato: për sänt’Äntòni, n’orä bonä.
Il 22 gennaio è san Gaudenzio, primo vescovo di Novara.
Il 31 san Giulio fa il paio con il fratello Giuliano, celebrato il giorno 9. Troppo spazio richiederebbe la narrazione delle infinite leggende legate ai due monaci che, partiti dall’isola greca di Egina con il voto di erigere cento chiese – tanto che Giulio è considerato patrono dei muratori – arrivarono a portare il cristianesimo nel Cusio. La cacciata di Giulio da Omegna a bondonài , la traversata del lago sul mantello, la liberazione dell’isola dai draghi, la costruzione delle due basiliche con l’impiego di un unico martello che i due fratelli si lanciavano da un colle all’altro, il lupo aggiogato al carro di legname…
Ricordiamo invece come i due santi fossero invocati contro ogni sorta di pericolo naturale: sän Giuli e sän Giuliän an vardän dlä lòsnä e däl trón, dij luv, dij sërpént e dlä gramä sgént.

Periodo di gran freddo, quindi, culminante nei tre giorni che Gennaio, un tempo il mese più corto, si fece prestare dal fratello Febbraio – dimenticandosi poi di restituirli – per vendicarsi di chi lo aveva sbeffeggiato per tale brevità. Furono giorni di bufera e della sua furia rischiò di pagare il fio una povera merla, mitico animale dal candido piumaggio, che per salvare sé stessa e i suoi piccoli non trovò di meglio che rifugiarsi nel comignolo di un casolare dove il fumo li mantenne sì al caldo, ma li ridusse per l’eternità al cupo colore che tutti conoscono. Sono però giorni di passaggio, che annunciano l’approssimarsi della primavera, e la buona stagione viene invocata con riti scaramantici che prevedono scherzi individuali, ma anche – a Casale, Borca, Fondotoce, Suna – questue e cene collettive: ä l’è mòrtä, l’è mòrtä! Fòo sgiänèr, dént fëvrèr, viva lä mèrlä gridavano i questuanti sotto le finestre dei ‘riveriti’, bruscamente svegliati in piena notte.
Periodo di gran freddo, si è detto, ma il 21 gennaio për sänt’Ägnésä, lä lisèrtä in su lä scésä. E pochi giorni dopo, il 2 febbraio, è Candelora, festa della luce propiziata dalle candele accese la vigilia. E dì ‘d marcä. Për lä Cändelòrä, së fa vént e òrä për quäräntä dì sommän fòrä, së fa né òrä né vént per quaräntä dì somän dént. Ä Candelora dä l’invern ä somän fòra. Candelmas per i celti, secondo i quali Bride, dea della luce, si libera dalla grotta di ghiaccio in cui l’aveva imprigionata la strega dell’inverno e torna a spargere i suoi frutti sulla terra. Quella Bride che la chiesa cristiana sublimò in santa Brigida, patrona d’Irlanda.
Il 3 febbraio, san Biagio protegge dai mali di gola, che viene benedetta con le stesse candele utilizzate il giorno precedente. Il 14 san Valentino si prende invece cura degli innamorati e ricorda che për sän Valëntin, lä prumavérä l’è visin, senza però scordare che ël sol ëd fëvrèr, l’è gram comè ‘n sbér e che, ogni quattro anni, an bisèst, ass marìä incä ij tëmpèst.

Febbraio è soprattutto il mese del Carnevale, il periodo del ‘mondo alla rovescia’ quando i signori trasferiscono per qualche giorno il potere al popolino, passandogli le chiavi delle città e lasciando che questo si diverta con ogni sorta di stramberia. Sono cinque giorni – dalla giobiasciä al martis grass – segnati da un’infinità di riti pagani – troppi per poterne parlare diffusamente nel breve spazio di un articolo - dalla segagione della vecchia al rogo del carnevale, ai corsi mascherati e alle battaglie rituali.
Il baccanale termina però, inderogabilmente, alla mezzanotte del martedì, quando ël cämpänón, la campana principale delle chiesa parrocchiale, batte tredici rintocchi. Con il mercoledì de Le Ceneri inizia la Quaresima, quaranta giorni di silenzio, digiuno e penitenza. Con le dovute eccezioni però, come le varie osterie in cui, proprio quel giorno e con spirito apertamente anticlericale, gli uomini si ritrovavano a mangiare nërvìt, insalata di tendini.
Ma con la Quaresima esplode la primavera e gli animali, anche i più molesti, si risvegliano dal letargo e vän in amor: schisciä ij puläs marzareui, chë crèpä pà e fieuj. Il tempo fa le bizze e non è da escludere qualche tardiva nevicata, ma quänd a fiòcä in su la fòjä, l’invèrn äl dà pù nòiä. E anche gli umani sentono più forte il richiamo della natura, e lo ricordano con riti come il Cantarmarzo, ad Agrano e Carcegna, quando nelle notti primaverili gruppi di burloni si lanciano richiami da un cocuzzolo all’altro, combinando ipotetici e strampalati matrimoni che vengono suggellati dal suono di corni e campanacci.
Cadono in questo periodo le feste di san Giuseppe, il 19 marzo, e di san Benedetto da Norcia, il 21, in corrispondenza con l’equinozio di primavera. E soprattutto, il 25 marzo, nove mesi prima del prossimo Natale, l’Annunciazione di Cristo.

Ma ormai siamo ad aprile, mese di piogge per antonomasia. Äprìil, äss lavä lä squélä e ‘s vàa dromìi, ricordando che l’acquä quätagnä l’è colä ch’lä bagnä.
Arriva infine la Settimana Santa, aperta dalla domenica delle Palme, dì ‘d marcä: së piòv për lä Ramolivä, piòv sèt domingh dë filä. E’ la settimana delle sacre rappresentazioni della passione, come la processione ‘dei giudei’ che veniva messa in scena dai bambini di Casale: nel pomeriggio del giovedì Santo si ritrovavano in un prato per piantarvi una piccola croce e far festa con un’allegra merenda.
Il Venerdì e il Sabato Santo tacciono le campane, per rispetto al Cristo sepolto, e i fedeli vengono chiamati alle funzioni con strumenti improvvisati, agitati sul campanile o portati per i vicoli dai bambini: tich e tach, timblèch e chin chër. La mattina del Sabato Santo le donne benedicevano i pollai, per allontanarne i pidocchi dei polli, e gli occhi ai bambini, per preservarne la vista, con l’acqua attinta a tre diverse fontane.
Pasqua e Pasquetta sono giorni di festa, ma anche ëd marca: vëgnä Pasquä quänd gh’ha vòjä, särà mai sënzä lä fòjä; Pasquetta, bianca lasagnetta; chi mängiä miä läsagnä, tut l’an ël cäragnä.
Il 25 aprile, oggi anniversario della Liberazione, cade la festa di san Marco evangelista, protettore dei setaioli. A Casale si celebrava la procissión dij bigat , durante la quale venivano benedette e portate solennemente in processione le uova dei bachi da seta, prima di essere depositate, in ogni casa, sui graticci dove si sarebbero schiuse e dove i preziosi insetti avrebbero prodotto i bozzoli di filo che per secoli rappresentarono un importante fonte di guadagno per le famiglie della nostra zona.

A cavallo tra fine aprile e inizio maggio cade la notte di santa Valpurga, ricordata nei paesi germanici come momento di terrore, durante il quale si scatenano le forze del male. Ma soprattutto cade la festa celtica di Beltaine, la celebrazione della primavera e della forza vitale, che gli antichi solennizzavano con falò rituali e orge sacre. Ne rimane un ricordo nei riti del Maggio, quando si rubavano e si piantavano nelle piazze gli alberi di maggio –ad Ameno, Bolzano Novarese, Briga Novarese, San Maurizio d’Opaglio – alberi che venivano adornati di nastri colorati e intorno ai quali i giovani danzavano prima di venderli all’asta e, con il ricavato, procurarsi una merenda in allegria. A Casale Corte Cerro sopravvive il rito della questua, effettuata di notte da un gruppo di uomini che sotto le finestre dei maggiorenti porta l’augurio di una buona e proficua stagione, nel ripetersi di un rito magico e scaramantico che risale alla notte dei tempi: sarà mai ‘nä bèlä està finché Masc särà cäntà…
Maggio è il mese dei matrimoni e il giorno 17 si festeggia san Pasquale Baylon, protettore delle donne in quanto inventore dello zabaione, sommo rimedio alla ‘fiacchezza’ dei mariti. Ma sarà bene ricordare che ij dòn e ij frassän, guà lässai indoä nassän; lä dònä? ch’lä piasä, ch’lä tasä e ch’lä stagä casä… E l’òm? Quänd l’è pénä pussè bél che ‘n cän, l’è sé! E per finire vardèv dlä lòsnä e däl trón… e dij dònn dë Migiändón.
Maggio è mese di piogge abbondanti e di giorni segnatempo. Esaltazione della Santa Croce, il 2: së piòv për Säntä Cros, va dë màal nisciòl e nos. San Gottardo il 4: së piòv për sän Gotard, për quäräntä dì fa notä d’aut. L’Ascensione, quaranta giorni dopo Pasqua: së piòv pë’l dì dlä Scénzä, për quäräntä dì somän miä sénzä. Santissima Trinità, la domenica dopo Pentecoste, së piòv për lä Trinità, piov për sèt fèst infilà.
E le piogge portano freddo, tanto che së ‘l ghi incorä on quai sciuscasc, tignil viä pë’l més ëd masc e che srëgn ëd neucc, äl val on pieucc.
Durante i tre giorni precedenti l’Ascensione si celebravano le Rogazioni, processioni che attraversavano i campi e si fermavano ad ogni cappelletta devozionale dove il sacerdote deponeva una piccola croce di cera e recitava la formula benedicente: “A folgore tempestatis libera nos Domine” cui il popolo rispondeva: “Te rogamus, audi nos”, anche se spesso le pie donne finivano per storpiare il latino in formule del tipo “T’è rugà int ël sach dij nos”. In processione veniva a volte portato un serpente di latta montato su una pertica: il primo giorno marciava orgoglioso in testa al corteo, ad ali spiegate, testa alta e coda protesa, il secondo stava in mezzo alla gente e il terzo arrivava ultimo, a cresta bassa, simbolo del demonio sottomesso da Cristo glorioso.

Il 13 giugno si celebra sant’Antonio da Padova, invocato per ritrovare gli oggetti smarriti con la formula sänt’Äntòni värdè giù, fèm trovàa col ch’ij ho përdù.
Il 24 giugno la natività di san Giovanni Battista, unico del calendario del quale vengano ricordati sia la nascita che il martirio, cade in prossimità della mezz’estate, il solstizio. E’ la notte in cui le streghe celebrano i loro sabba, ma è anche il momento in cui si raccolgono le erbe medicinali e le noci acerbe per farne un famoso liquore. E si benedicono i bambini, in memoria del santo Battista.

L’estate era un tempo stagione morta per i paesi. Gli abitanti erano quasi tutti negli alpeggi, gli uomini validi partiti per l’emigrazione stagionale e la vita sociale ridotta al minimo. Stagione di lavoro e di temporali, durante la quale si feteggia, il 12 luglio, sant’Uguccione (o Lucio), detto sän Ligozzón, patrono dei casari e rappresentato sempre con una forma di cacio, tanto che il suo nome dialettale è divenuto sinonimo di goloso.
22 luglio säntä Märiä Mädälénä, grän acquä lä ménä mentre il 26 è sant’Anna e për sänt’Anä, l’acquä l’inganä, quindi è bene tenersi lontani dagli specchi d’acqua e non farsi tentare dalla voglia di un tuffo rinfrescante.
Ël prum tëmporal d’ägost, ël rinfrëscä ‘l bosch, ma tëmporal dlä sérä për tri dìi ‘l fa férä, tëmporal dlä mätin gh’ha né cò né fin, tëmporal dël dòp disnà, a l’è prëst dismëntigà.
Ad agosto i celti festeggiavano Lug, dio della luce, con falò rituali che ancor oggi vengono accesi sugli alpeggi nella notte della Mädònä d’ägost, Ferragosto. Il 16 si festeggia san Rocco, per secoli invocato come protettore dalla peste, ricordando che për sän Ròch, i risc ä tir dë s-ciòp.
Il 24, san Bartolomeo: per sän Bärtolamé, buzzä dët nëgn e dë drè. E infine: ägost, giù ‘l sol l’è fosch.

A settembre si ricorda san Grato, il giorno 7: sän Grà e sän Simón än vardän dlä lòsnä e däl trón; il 22 san Maurizio, comandante della Legio Tebensis, massacrata a Saint Maurice du Vallais nel 286 d.C. e, il 29, i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele: për sän Michèl, lä märèndä lä và in ciél.
Il ritorno dell’autunno segnava il ripopolarsi dei paesi, la ripresa dei lavori domestici e soprattutto il tempo dei raccolti in particolare della vendemmia. Il primo ottobre, san Remigio, riaprivano le scuole e il 6, san Renato, si assaggiava il vino nuovo: për sän Renà, distupä lä bot incä ‘l curà, mentre il 16, san Gallo, è dì ‘d marca: së fa bél për sän Gal, fa bél fin Nädal, una volta tanto con un buon presagio. Il giorno di san Luca, 18 ottobre, segnava la fine delle semine: për sän Lucä, chi n’ha miä sëmnà ch’ël plucä e il 28 për sän Simón, calä lä rävisciä e crëss ël bondón.

Ecco, siamo di nuovo a Sahmain. Il cerchio si chiude, il serpente ancora una volta si morde la coda e noi abbiamo terminato il nostro viaggio intorno all’anno.
Ci ritroviamo un poco più vecchi e, speriamo, un poco più saggi.

Massimo M. Bonini, barba Bunin, Casale Corte Cerro (VB)

martedì 17 maggio 2011

San Pasquale Baylon




San Pasquale Baylon (Bialonne, in italiacano) protettore delle donne, in quanto inventore dello zabaione, sommo rimedio contro la 'fiacchezza' dei mariti...

lunedì 16 maggio 2011

Lutto

E’ scomparso Angelo Vicini, 84 anni, di Ricciano. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

domenica 15 maggio 2011

Festa delle mamme: un successo!



Prosegue il lavoro del gruppo giovanile interparrocchiale per preparare la partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Madrid nel prossimo mese di agosto. I ragazzi - alcune decine, nel complesso, guidati da padre Joseph Irudaya che li accompagnerà nell’avventura – stanno organizzando una serie di iniziative per raccogliere i fondi necessari a finanziare il viaggio e la permanenza in Spagna.
Dopo la festa di carnevale e la fiera del dolce organizzata in concomitanza con i festeggiamenti di San Giorgio, sabato 14 maggio è sta la volta della festa delle mamme, con grande cena all’oratorio Casa del Giovane predisposta sotto il coordinamento del giovanissimo chef Antonino Nino Catania, concorso a premi per le mamme con i figli più giovani e più anziani e animazione musicale con danze e karaoke.
Il tutto sotto lo sguardo attento e benevolo dei componenti il gruppo famiglie che – a riposo e con ‘i piedi sotto il tavolo’, una volta tanto – osservavano compiaciuti l’entusiasmo delle ‘nuove leve’, augurandosi che tutto ciò rappresenti l’inizio di un impegno duraturo.
Se son rose…

sabato 14 maggio 2011

PIÄNT, ËRBÌT E BOSCOGN

Alberi, erbe e arbusti
Brevi appunti di botanica popolare


Fino dai tempi più antichi, quando l’uomo – o forse sarebbe meglio dire la donna – passò gradatamente dall’esclusiva attività di cacciatore a quella di raccoglitore e poi di agricoltore, la conoscenza del mondo vegetale assunse un’importanza via via maggiore, legata alla consapevolezza di quanto le piante potessero tornare utili dal punto di vista alimentare, tecnologico e medico. Si imparò progressivamente a distinguere tra di loro i diversi tipi di alberi, arbusti e piante erbacee e ci si rese ben presto conto del loro immenso numero e di come fosse necessario classificarle, dare loro nomi condivisi dalla comunità di cui si faceva parte, in modo da potersi scambiare le relative informazioni sull’utilizzo e far crescere il patrimonio culturale del gruppo.
Nomi, quindi. Linguaggio. Ogni comunità il suo; e tutto funzionò sinché non iniziarono gli scambi, in aree geografiche sempre più ampie. Ma ognuno continuò a chiamare le piante a proprio modo, sinché non intervennero le superiori esigenze di una scienza moderna che, a partire dall’età dei lumi – diciottesimo secolo, quindi – prese a scambiare informazioni a livello continentale. E fu così che, nel 1758 lo svedese Carl von Linné, Linneo per i posteri, dall’università di Uppsala pubblicò il trattato Systema naturae, base della moderna sistematica nelle scienze naturali, non solo botaniche.
Oggi, quindi, abbiamo per i vegetali denominazioni popolari, nei diversi dialetti e denominazioni correnti, nelle lingue nazionali, ma solo la classificazione scientifica secondo Linneo – basata sulla coppia Genere / specie - garantisce il riferimento sicuro di ogni essenza.
Nel campo della cultura tradizionale possiamo parlare di piante per uso alimentare, a cominciare da quello che, per le nostre zone di montagna fu il vero e proprio albero del pane: il castagno, Castanea sativa secondo Linneo, nel nostro dialetto sëlvagh, se cresciuto spontaneamente da seme, o àrbol se innestato (insidì) e coltivato sui confini tra le proprietà, cimato (zoncà) in modo da formare un vaso di germogli (but) rinnovati periodicamente per mantenere elevata la quantità di frutti prodotti annualmente. Albero originario delle zone mediterranee, portato nelle Alpi dai colonizzatori romani, fu sempre particolarmente apprezzato anche per il legname da opera, particolarmente resistente a parassiti e agenti atmosferici grazie all’elevata quantità di tannino.
Non dimentichiamo poi l’importanza del noce (nos, Junglans regia), la ghianda degli dei – così suona la traduzione del suo nome scientifico – fornitrice di olio per uso alimentare, lampante e medicale, ma anche albero maledetto, sotto le cui fronde si riunivano le streghe (ij strìi) e alla cui ombra badavano bene di non soffermarsi i viandanti per non incorrere in ataviche maledizioni. E ancora il gelso bianco (morón, Morus alba) le cui foglie costituivano il cibo per ij bigàt, i bachi da seta, il cui allevamento costituì per secoli un’importante integrazione al magro reddito delle famiglie nei nostri paesi; tanto importanti che le loro uova, prima di essere ‘impiantate’ venivano portate in solenne processione il 25 di aprile, festa di san Marco evangelista, patrono dei setaioli.
Tra le erbe spontanee sono molte quelle che ancora oggi vengono raccolte per farne insalate, zuppe rustiche o delicati manicaretti di stagione. Tarassaco (zicorión, Taraxacus officinalis), lavartiz (luppolo, Humulus lupulus), spärzit (asparago selvatico, Asparagus acutifolius), värzòl (erba del cucco, Silene vulgaris), päncaud (erba benedetta, Geum caryophyllata), spatascieui, (piattello, Hipocaeris radicata), tanto per citare le più conosciute, sono i frutti di quell’orto del Signore dal quale hanno raccolto e si sono nutrite generazioni di montanari.
E poi citiamo la segale (biavä, Secale cereale) cereale da farina per antonomasia, ma anche fornitore della paglia che serviva a coprire i tetti di case e stalle, almeno sin che il miglioramento della tecnica di carpenteria non permise l’uso delle più sicure e durature piòde.
Infine, tra gli arbusti, va ricordato il ginepro (brìsciol, Juniperus communis) con le sue bacche scure, ottime come aromatizzante negli arrosti e per la produzione di liquori profumati, ma anche talismano supremo contro le arti malefiche di streghe e demoni: basta lanciargliene addosso una manciata per vederli fuggire a gambe levate. Pianta benedetta, il ginepro, da quando la Vergine Maria ne utilizzò alcuni rami per scaldare l’acqua con cui per la prima volta lavò il Divino Neonato. Da allora le madri ripetono il rito nelle mattine di Natale, bagnando in modo augurale i loro piccoli nell’acqua scaldata sul fuoco di ginepro.
Per concludere val la pena di ricordare come i nostri progenitori celti avessero un concetto sacrale del mondo vegetale, tanto da associare le varie piante agli dei del loro panteon e da impostare su di esse il loro alfabeto (ogham) e il loro calendario, basato su un ciclo lunare di tredici mesi. Ecco quindi il mese della betulla, del frassino, dell’ontano, e alcuni giorni particolari, coincidenti con i solstizi – con tasso ed erica per inverno ed estate – e gli equinozi, con la ginestra in primavera e il pioppo in autunno. E l’abete rosso, la pësciä dei nostri boschi, a contrassegnare quello che per noi è il 24 dicembre, giorno del sole invitto che rinasce dalle tenebre a segnare l’inizio di un nuovo periodo di vita e di fecondità. E’ un caso se oggi festeggiamo la nascita del Cristo, luce del mondo, proprio in quel momento dell’anno? E se come simbolo di questo Natale utilizziamo un abete adorno di luci colorate?

Massimo M. Bonini – barbä Bonìn

lunedì 9 maggio 2011

Notizie 8 maggio 2011

PER LE VACANZE DEGLI ANZIANI
Il consorzio per le Case di Vacanza ei comuni novaresi e del Verbano Cusio Ossola propone ai cittadini adulti e anziani le proprie strutture di Cesenatico e Druogno per le vacanze estive. Sono previsti periodi di due settimane ciascuno da metà giugno a metà settembre per il mare e in luglio e agosto per la montagna. Le quote, per servizio di pensione completa in camera singola o doppia e spiaggia attrezzata, vanno dai 33 ai 39 euro a seconda del periodo scelto.
Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere alla segreteria del consorzio, recapito telefonico 0321 627177.

FESTA PATRONALE DI SANTA CROCE A RAMATE
Le celebrazioni i terranno domenica 15 maggio con la Messa solenne delle 10,30 e la processione pomeridiana alle 15,30.
Saranno preparate, come di consueto, le torte del pane; chi le volesse acquistare dovrà prenotarle al più presto presso la sacrestia della chiesa parrocchiale.

ATTIVITA’ GIOVANILI
Il gruppo giovanile interparrocchiale, allo scopo di finanziare la partecipazione alla giornata mondiale della gioventù che si terrà in Spagna durante la prossima estate, organizza una cena comunitaria in occasione della festa delle Mamme. L’appuntamento è all’oratorio Casa del Giovane, sabato 14 maggio alle 19,30. Costo previsto: 15 euro per gli adulti, 10 per i bambini. Prenotazioni entro giovedì 12 ai recapiti telefonici 333 2716992 o 340 2628831.
Per lo stesso scopo sono state organizzate anche le fiere del dolce, nello scorso fine settimana a Casale e domenica 21 maggio – non il 15, come erroneamente riportato dai bollettini parrocchiali - a Ramate, al termine delle Messe.

OMEGNA - ECDL AL DALLA CHIESA
Ne avevamo già parlato nei mesi precedenti. L’istituto superiore Dalla Chiesa – Spinelli, nato dalla fusione di professionale e commerciale, ha acquisito l’autorizzazione a rilasciare la patente europea per il computer ECDL, certificazione che comprova il possesso delle capacità di base in campo informatico e che sempre più spesso viene richiesta come requisito fondamentale per l’acceso ai posti di lavoro.
Durante i mesi scorsi sono stati organizzati una serie di corsi ai quali hanno potuto partecipare, a titolo gratuito, gli allievi e il personale della scuola. Ora l’offerta viene estesa, a prezzi particolarmente interessanti, all’intera cittadinanza. Chiunque potrà quindi iscriversi a un corso di preparazione, articolato su ventuno incontri svolti in orario da concordare; chi fosse già esperto si potrà anche presentare direttamente agli esami, che si terranno a cadenza mensile a partire dal prossimo 30 maggio.
Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere alla segreteria, telefonando al recapito 0323 62902 tra le 8 e le 15, da lunedì a venerdì, entro il 27 maggio o consultare il sito internet www.dallachiesaspinelli.it

domenica 8 maggio 2011

Echi di San Giorgio



mostra di aeromodellismo
E’ stata particolarmente apprezzata la mostra organizzata al Baitino dal gruppo Aeromodellisti Gravellonesi. Angelo Gallina, Martino Scotti, Francesco Tramontano, Edmondo Garboli, Alessandro Gianelli – praticamente l’intero consiglio direttivo del sodalizio – si sono alternati per illustrare ai numerosi visitatori le caratteristiche dei modelli, alcune decine, di aerei ed elicotteri esposti, insegnando anche i rudimenti del volo mediante simulazioni al computer. Domenica 1 maggio, inoltre, è stata organizzata presso il campo sportivo di via Nazioni Unite una serie di dimostrazioni pratiche di volo radiocomandato durante le quali chiunque ha potuto provare l’ebbrezza di ‘portare in aria’ uno di questi piccoli gioielli.




mostra fotografica uoei
E’ partita da Casale la serie di manifestazioni che, nel corso dei prossimi mesi, celebrerà nelle sedi di tutta Italia il centenario di fondazione dell’Unione Operai Escursionisti Italiani, fondata a Lecco il 29 giugno 1911 e a Casale due anni dopo.
Nella sala del consiglio comunale, presso il municipio, è sta installata la mostra fotografica itinerante con immagini e materiali storici provenienti da tutte le sezioni nazionali. L’inaugurazione è avvenuta domenica 1 maggio, con il saluto del sindaco, Claudio Pizzi, del presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola, Massimo Nobili e del presidente la sezione UOEI casalese, Giordano Cerutti, presenti i delegati della presidenza nazionale. Particolarmente interessante l’intervento di Vitaliano Moroni, che ha ricordato la figura del nonno materno, quel dottor Nino Dosi che fu il fondatore della sezione casalese e che tanto fece per il benessere del paese.
Con l’occasione è stata consegnata agli uoeini la targa donata dal presidente della Repubblica in riconoscimento del centenario impegno a favore della montagna e della lotta all’etilismo.




festa delle biblioteca comunale
Un buon successo di pubblico è stato raccolto da ‘Pinocchio in mostra’, l’esposizione di materiali – edizioni di ogni tempo del famoso libro di Collodi, disegni illustrativi, burattini prodotti dai rinomati artigiani della valle Strona e altro ancora – riguardanti la marionetta più amata dai bambini e tutto il suo mondo fantastico. All’inaugurazione di sabato 30 aprile le curatrici Wilma Burba e Daniela Raviol hanno spiegato come l’iniziativa, nata dalla collaborazione con il centro rete biblioteche del Verbano Cusio Ossola, volesse essere una continuazione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità nazionale, avvenimento di cui Carlo Lorenzini – che amava firmare le sue opere per bambini con lo pseudonimo di Collodi, il paese toscano dove la madre era stata maestra elementare – fu protagonista con la sua attività di scrittore e, soprattutto, di giornalista.
La manifestazione si è poi conclusa nel pomeriggio di sabato 7 maggio, quando i pannelli illustrativi sono stati trasferiti all’oratorio Casa del Giovane per fare da sfondo scenografico al momento di festa che ha visto piccoli e adulti accomunati nella lettura animata – e giocata - di alcuni dei più famosi capitoli del libro, nonché di alcune sue moderne reinterpretazioni.




musica in chiesa
Lunedì2 maggio è stato il momento della ‘grande musica’ nella chiesa parrocchiale di San Giorgio, con l’esibizione del trio da camera Sette Note. Nadia Magnoni – stimata insegnante della piccola scuola musicale che da qualche mese si è collocata all’oratorio Casa del Giovane – e Renzo Ferrari al clarinetto, accompagnati dalla giovanissima arpista Lisa Tarabbia, hanno interpretato con maestria professionale pezzi di Rossini, Bellini, Bizet, Donizetti, Mozart, Gounod e altri, incantando il pubblico con la loro indubbia bravura.
Domenica 8 poi, il grande concerto finale del gruppo Pietro Mascagni, sotto la direzione dell’insuperabile maestro, cavalier Luciano Miglini, con il consueto, brillante repertorio bandistico e orchestrale, ha posto anche quest’anno termine ai festeggiamenti della patronale di San Giorgio.

Mädònä dë Pompèi




Incheui fèstä dlä Mädònä dël Rosari dë Pompèi int lä gésä dë sän Carlo

venerdì 6 maggio 2011

San Pietro Nolasco



San Pietro Nolasco, monaco spagnolo fondatore dell'ordine dei Mercedari, dediti al riscatto dei cristiani fatti schiavi dai pirati berberi e devoti alla Vergine della Mercede

mercoledì 4 maggio 2011

Sän Gotàrd



4 maggio: san Gottardo da Hildesheim, vescovo

Së piòv për sän Gotard, për quäräntä dì fa notä d'aut... furtunä che incheui a n'ha miä piovù!

martedì 3 maggio 2011

Speciale Casale

Casale Corte Cerro: dodici kilometri quadrati di territorio ‘spalmati’ sul versante sinistro della valle Corcera, pendici orientali dei monti Cerano e Zuccaro, tra i 200 metri del piano di Gravellona e i 1700 della Colma Auta, il più alto dei Tre Gobbi. 3500 abitanti – un centro importante quindi, il decimo del Verbano Cusio Ossola – sparpagliati tra il capoluogo, e le 14 frazioni, tanto da far percepire le più alte di queste frazioni – Montebuglio, Tanchello, Cafferonio, Crebbia, Arzo, Ricciano - come classici paesini di montagna, mentre quelle di fondo valle – soprattutto Sant’Anna e Gabbio - fanno parte di quel continuum urbano, sorta di città lineare, che ormai caratterizza quel territorio, da Omegna fino a Verbania.
Andiamola a conoscere un po’ più da vicino, accompagnati dai nostri ‘inviati speciali’.

Un ’11 cruciale nella storia
Gli anni ’11 hanno spesso assunto un particolare significato, nei secoli passati, per i casalesi. A cominciare da quel 26 novembre 1911 quando il consiglio comunale approvò il progetto di divisione del territorio in due parti, dando così il via alla costituzione del nuovo comune di Gravellona Toce. La delibera sarebbe stata poi ratificata l’anno successivo con la legge n. 1203 del 12 dicembre 1912, perorata dal parlamentare omegnese Luca Beltrami; e quella è la data di nascita ufficiale del nuovo ente amministrativo.
Prima di allora il comune di Casale Corte Cerro comprendeva tutto il territorio assegnato a Gravellona, arrivando a confinare con Verbania, Baveno e Stresa e contava una popolazione di circa 2700 abitanti. Quella che ora conosciamo come una città, fino a metà ‘800 era aperta campagna, segnata dall’intersezione tra le due più importanti strade dell’alto Novarese – quella napoleonica,proveniente da Milano e diretta al Sempione, e quella Francisca, l’antica via romana proveniente da Novara e diretta al San Gottardo – lä Crosérä, intorno alla quale sorgevano solo alcuni edifici destinati a rifocillare i viaggiatori di passaggio. Da quel momento iniziò però lo sviluppo industriale e fu proprio la costruzione dei fabbriconi, Furter e Guidotti e Pariani prima di tutto, a determinare la rapida urbanizzazione del luogo. Tanto rapida da stravolgere la geografia del luogo e da determinare, con la concentrazione di popolazione, l’esigenza di creare un nuovo comune.
Ma tornando indietro di sei secoli troviamo un altro avvenimento che segna profondamente la storia casalese.
All’inizio del XIV secolo Casale – l’attuale capoluogo – non esisteva ancora. I documenti storici dell’epoca segnalano la presenza di un oratorio, già vecchio di almeno 300 anni, dedicato a san Giorgio e di alcuni casali – alpeggi, in pratica – proprietà degli abitanti il borgo di Cerro. Questo importante centro abitato era situato ai piedi del monte Cerano - dove ora sorge il cimitero di Gravellona e dove allora arrivavano le acque del lago Maggiore – e faceva parte del feudo della famiglia Nobili da Crusinallo.
Nel 1311, mentre infuriava la guerra civile tra i ghibellini, partigiani dell’impero germanico e i guelfi, sostenitori del papato, tutta la zona dell’alto Cusio si trovò a dover dare rifugio ai novaresi Brusati, guelfi sconfitti dagli avversari Tornielli e da questi scacciati dalla città. Ma li imperiali novaresi, decisi a rendere definitiva la loro vittoria, condussero in zona una feroce spedizione punitiva che portò alla distruzione di molti centri abitati, tra cui anche Cerro. L’abitato, benché fortificato, venne espugnato e dato alle fiamme e sulle sue rovine – solo la chiesa dedicata a san Maurizio si salvò, tanto da esistere tutt’oggi – e sulle rovine fu ‘sparso il sale’ secondo l’antico uso romano, con la proibizione assoluta di costruire alcunché, se non oltre il Toce e oltre la Strona. Il divieto rimase efficace, come abbiamo visto, per più di 500 anni. La popolazione in fuga trovò ricovero nei Casali della montagna e lì si stabilì definitivamente facendovi nascere un nuovo paese, la Corte di Cerro, che solo da allora si trova citata nei documenti d’archivio e che darà il nome alla vallata: lä vàal dlä Cort Cèrä: Corcera, appunto.

Quattro chiacchiere con il sindaco…
Claudio Pizzi è sindaco di Casale dal 2004, rieletto nel 2009. Gli abbiamo posto alcune domande in merito al paese che amministra.
Signor sindaco, a suo parere quali sono i punti di forza della comunità casalese rispetto al territorio circostante?
Credo che punti di forza siano essenzialmente le dimensioni contenute che ci permettono di essere una comunità coesa, il territorio che conserva un ambiente ricco di verde, tranquillo e ospitale, la vicinanza ad Omegna e Gravellona, dove si trovano i servizi essenziali. E poi, se mi è permesso dirlo, ‘una buona amministrazione’.
E quali i punti di debolezza?
Nelle frazioni alte - Montebuglio Arzo eccetera - la mancanza di esercizi pubblici e trasporti; dobbiamo poi lamentare insufficienti risorse per organizzare momenti di aggregazione. Infine pochi o nulli, negli ultimi tempi, sono stati i finanziamenti per completare la messa in sicurezza del territorio.
Sono trascorsi ormai due anni dalla sua rielezione. Quali sono i punti del suo programma amministrativo che si possono dire realizzati o in avanzata fase di realizzazione?
Molte importanti opere, con forti impegni finanziari, sono state realizzate nel primo mandato: asilo nido, mensa scolastica, parcheggi, il complesso del centro culturale ‘Il Cerro’. Sono in fase di realizzazione gli spogliatoi del campo sportivo di Ramate e il completo rifacimento di quello di Casale; molti i lavori di riasfaltatura e allargamenti stradali, parcheggi, marciapiedi e ringhiere dei ponti. E ancora nuovi locali didattici nell’edificio scolastico del Motto. Ricordo infine il contributo di Terna – a compensazione delle nuove linee elettriche ad alta tensione – 100 mila euro che verranno destinati al rifacimento della strada pedonale Ricciano – Pedemonte.
E quali quelli ancora da affrontare o che presentano forti ritardi?
Nel programma amministrativo vi era la realizzazione, in collaborazione con l’Agenzia Territoriale per la Casa, di alloggi per gli anziani; quest’opera, pur essendo finanziata e appaltata, rimane al palo per ragioni incomprensibili. E pensare che la consegna era prevista per il maggio 2011. Sono poi state messe in cantiere seguenti opere che sicuramente saranno completate nel corso del mandato: collegamento di via Pascoli con via Gravellona, a monte della linea ferroviaria del Gabbio e un nuovo campo giochi nella stessa zona, un parcheggio e un parco giochi a Montebuglio, parcheggi a Crebbia e al Cassinone, l’ascensore nell’edificio scolastico del Motto, il rifacimento dei viali interni al cimitero di Casale, l’allestimento del museo nella ex latteria consorziale turnaria del capoluogo.
Va ricordato, infine, che la variante al piano regolatore in progetto impone ulteriori adempimenti di carattere idrogeologico e che la variante alla strada provinciale di fondo valle, con la nuova galleria verso Gravellona, sta accumulando forti ritardi, mentre risulta sempre più difficile far quadrare il bilancio comunale dopo i recenti provvedimenti governativi.

… e con il vice parroco
Padre Joseph Irudaya Raj – don Giusèp, confidenzialmente, per i casalesi – sacerdote dell’ordine dei Carmelitani Scalzi originario di Madurai, nell’India sud orientale, è stato inviato a Casale nel dicembre del 2009 per coadiuvare il parroco, don Pietro Segato, nella laboriosa gestione delle tre parrocchie presenti nel territorio comunale: san Giorgio a Casale, san Lorenzo e sant’Anna a Ramate, san Tommaso a Montebuglio e Gattugno, quest’ultima frazione di Omegna. Anche a lui abbiamo posto alcune domande.
Padre Joseph, lei è arrivato a Casale ormai da qualche tempo. Quale impressione si è fatta di questa comunità?
E’ vero, sono arrivato da più di un anno e sono contento di questa mia destinazione. La mia impressione è che tutti siano accoglienti e, soprattutto, generosi. Tanto da non aver trovato particolari difficoltà ad inseririmi. Un suo punto di forza è costituito dalla presenza di don Pietro, il nostro parroco, che mi da molte opportunità di lavoro. Devo poi dire che sia i ragazzi che gli adulti mi aiutano parecchio: senza di loro non riuscirei a fare quasi nulla.
E i punti di debolezza?
Per quanto mi riguarda non sono molti. Vorrei concentrarmi ancor di più nel servizio alla collettività. Ritengo però che i giovani dovrebbero dare un po’ più d’impegno per la crescita della nostra comunità parrocchiale.
Programmi per il futuro?
Vorrei organizzare un gruppo di ragazzi permanente, avviare un’attività di dopo scuola all’oratorio, costituire una squadra di calcio. E vorrei concludere con le parole di John F. Kennedy: “Non chiederti che cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa tu puoi fare per il tuo paese”. Anch’io chiedo a tutti i ragazzi e i giovani della nostra comunità di riflettere su questa frase e poi d’impegnarsi a fare qualcosa di buono per il nostro paese.
E intanto ringrazio tutti per avermi accolto come uno di loro.

Associazioni per tutti i gusti
Alcuni mesi or sono nasceva, per iniziativa dell’amministrazione comunale e con il concorso di molte associazioni locali, la nuova Pro Loco di Casale Corte Cerro, alla quale veniva assegnato il non facile compito di coordinare le numerose iniziative che regolarmente vengono organizzate sul territorio. Già! A Casale si soffre anche di questo problema, paradossale, da un certo punto di vista: la presenza di quasi quaranta tra associazioni, enti e aggregazioni varie finisce per creare un’esuberanza di attività o, per lo meno, un sovrapporsi di iniziative che, causa l’eccessivo entusiasmo, rischia a tratti di configurarsi in modo negativo.
Cäsàal gh’è mai notä! E’ una frase che si sente ripetere spesso. Ma se si va a fare un bilancio di quanto succede ogni anno in paese – intendendo come tale l’intero territorio del comune – ci si deve quanto meno ricredere. Tra feste patronali, appuntamenti culturali proposti dal comune, iniziative delle associazioni, dei comitati frazionali, della biblioteca, dei circoli, è difficile trovare un giorno in cui veramente non ci sia nulla da vedere o a cui partecipare. Il problema, caso mai è un altro: spostandosi da un appuntamento all’altro si incontrano più o meno sempre le stesse facce, sia tra il pubblico che, soprattutto, tra gli organizzatori; sono poche decine le persone che si danno da fare, passando continuamente da una parte all’altra. E l’età media di questi volontari tende ad aumentare continuamente; tanti i pensionati e pochi, pochissimi i giovani, cosa che fa montare la preoccupazione per il futuro di parecchie iniziative, in mancanza di un ricambio generazionale. Ed ecco quindi che l’appello che si leva da tutti questi ambienti è sempre lo stesso: “Ragazzi, fatevi avanti. Prendete in mano il futuro del paese, il vostro stesso futuro!..”

Il lavoro che va e viene
Ci fu un tempo – negli anni ’60, ormai mezzo secolo fa – in cui quello di Casale Corte Cerro era il comune più industrializzato d’Italia, tenuto conto del rapporto tra popolazione (2700.abitanti al censimento del 1971) e numero di attività produttive presenti. Erano gli anni in cui molti dipendenti delle grandi industrie di zona tentavano il ‘salto di qualità’ mettendosi in proprio e creando uno spesso tessuto di imprese, soprattutto artigiane, che lavoravano, soprattutto nel settore del casalingo, come contoterziste nel cosiddetto indotto, passando però in molti casi a nuove e diverse produzioni. Erano gli anni in cui numerose famiglie arrivavano da noi, soprattutto dal sud, per soddisfare la richiesta di manodopera generata da questa nuova imprenditorialità, dando così luogo a un piccolo boom demografico e, di conseguenza, urbanistico.
Nei decenni successivi iniziò però un lento declino. La configurazione montana del territorio impose il trasferimento delle aziende di maggiore ampiezza nelle zone pianeggianti dei comuni limitrofi, soprattutto Gravellona, per evidenti motivi logistici. Le ricorrenti crisi economiche portarono poi a numerose chiusure, con il conseguente abbandono degli edifici, o la loro riconversione ad attività commerciali o comunque del settore terziario. Gli avvenimenti congiunturali di questi ultimi anni, infine hanno dato il ‘colpo di grazia’ anche a storiche e gloriose fabbriche che, dopo aver garantito per un secolo e mezzo la sopravvivenza di quasi tutto il paese, sono ormai ridotte a una forza lavoro di poche unità, quando non definitivamente chiuse.
Parlare con gli imprenditori, di questi tempi, mette una grande tristezza. Si sente da una parte la determinazione a non mollare, a difendere le posizioni fino all’ultima risorsa, ma dall’altra il senso palpabile d’impotenza di fronte a meccanismi perversi e incontrollabili e la profonda delusione nei confronti di una classe politica che, a detta un po’ di tutti, non si sta impegnando a fondo per affrontare i problemi cruciali di questo nostro paese.
Intanto aumentano le famiglie che arrivano a sfiorare – e sempre più spesso a oltrepassare - i livelli minimi di sopravvivenza; lo possono ben testimoniare sindaco e parroco, a cui ogni giorno si rivolge un numero sempre crescete di persone in cerca d’aiuto. E da tutto ciò non si riesce a scorgere via d’uscita.
Mala tempora currunt…

lunedì 2 maggio 2011

Notizie 1 maggio 2011

FESTA PATRONALI NELLE FRAZIONI
La celebrazione di Santa Croce a Ramate avverrà domenica 15 maggio, onde evitare sovrapposizioni con San Giorgio a Casale.
Anche la festa di Arzo, che si teneva tradizionalmente a metà maggio, è stata posticipata a giugno, questa volta per motivi ‘meteorologici’.

ESTATE RAGAZZI
Inizia il lavoro di preparazione, affidato come sempre alle parrocchie. Mercoledì 4 maggio, alle 20, sono stati invitati all’oratorio Casa del Giovane i giovani e i ragazzi – dai 13 anni in su – che volessero rendersi disponibili quali animatori, aiuto animatori o collaboratori in genere. Chi non potesse partecipare alla riunione può comunque segnalare la propria disponibilità a don Pietro o a padre Joseph.

MESE MARIANO
A partire da martedì 3 maggio tutte le funzioni della parrocchia di San Giorgio saranno celebrate presso la chiesa dei santi Carlo Borromeo e Bernardo d’Aosta, salvo diverse indicazioni rilevabili dai bollettini parrocchiali e dal sito web parrocchiecasalecc.studiombm.it.

AL VIA LE INIZIATIVE DELLA PRO LOCO
Positivo il bilancio della prima iniziativa pubblica organizzata dalla neonata Pro Loco di Casale Corte Cerro. Per tre sere, dal 29 aprile al 1 maggio, otto squadre dai nomi fantasiosi si sono sfidate, presso il Palaproloco di piazza Mercato, nel torneo di calcio balilla a 11. Un grande successo di pubblico, accorso da molte parti per assistere ad un evento che, per questa zona, ha costituito una novità quasi assoluta.
Vincitrici sono risultate le squadre denominate Red Devils e Cooperativa, che hanno così guadagnato il diritto di rappresentare Casale alle finali che si svolgeranno a Gravellona durante la prossima estate.

LIETI EVENTI
Festeggiamo Luigia Gina Nolli Quarti, di Crottofantone, che il prossimo 9 maggio raggiungerà l’invidiabile traguardo dei cento anni. A lei i migliori auguri della redazione e dell’intera comunità.
I migliori auguri anche al piccolo Francesco Carissimi, che domenica 1 maggio è entrato a far parte della comunità di san Lorenzo e sant’Anna con la celebrazione del Battesimo.

LUTTI
Sono scomparsi Clorinda Bianchetti Calderoni, 99 anni, di Ricciano e Luciano Guglielmelli, 80 anni, di Ramate. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

lunedì 25 aprile 2011

Notizie 25 aprile 2011

PINOCCHIO IN MOSTRA PER LA FESTA DELLA BIBLIOTECA
Proseguono le iniziative per celebrare il 150° anniversario dell’unità nazionale. Sabato 30 aprile, alle 16, la biblioteca comunale inaugurerà presso la sua sede di piazza delle Chiesa ‘Pinocchio in mostra’, in ricordo del grande scrittore risorgimentale Carlo Lorenzini, in arte Collodi. La si potrà visitare anche domenica 1 maggio, dalle 15 alle 21, in concomitanza con i festeggiamenti per la patronale di San Giorgio. I materiali in esposizione sono forniti dalla biblioteca civica di Verbania e dal centro rete biblioteche del Verbano Cusio Ossola.
Sabato 7 maggio invece, alle 16, presso l’oratorio Casa del Giovane, si terrà l’annuale festa della biblioteca con uno spettacolo di animazione e invito alla lettura, seguito da merenda in compagnia.

POMERIGGIO PER GLI ANZIANI
Lunedì 2 maggio all’oratorio Casa del Giovane, con inizio alle 15, l’associazione per la Promozione dell’Anziano organizza un pomeriggio in allegria per giovani e anziani, con proiezioni fotografiche e merenda in compagnia.


25 aprile, ricorrenza di san Marco evangelista, patrono dei setaioli e degli allevatori dij bigàt, dei bachi da seta. Un tempo in questa giornata si svolgeva la processione con le uova dei bachi, dalla chiesa parrocchiale a Cafferonio, Meut Pron, Crebbia e San Carlo, per propiziare il buon andamento di quello che era un importante sostegno al reddito delle famiglie casalesi. Per due mesi ragazzi e anziani sarebbero stati impegnati nella raccolta delle foglie dël moron, il gelso, alimento dei voraci bachi che, attraverso quattro fasi, avrebbe condotto alla produzione dei preziosi bozzoli di seta, venduti poi agli opifici della bassa.

25 Aprile



Ora e sempre RESISTENZA!

domenica 24 aprile 2011

San Giorgio 2011: il programma dei festeggiamenti

Le celebrazioni religiose
Venerdì 29 aprile, alle 20,30 Messa concelebrata dai sacerdoti dell’Unità pastorale di Gravellona Toce e presieduta da padre Joseph Irudaya Raj. Sabato 30, alle 18, Messa presieduta da padre Domenico, della comunità dei Frati Predicatori di Agognate.
Domenica 1 maggio, alle 11, Messa solenne presieduta da padre Raffaele della comunità dei Frati Predicatori di Agognate, con la presenza della Priora e della vice Priora, animata dalla corale di Casale e Crusinallo. Alle 16 Vespri e processione accompagnata dal gruppo musicale Pietro Mascagni.
Lunedì 2, alle 10, Messa per i defunti della parrocchia e processione al Cimitero.

Le manifestazioni di contorno
Venerdì 29 aprile, alle 19, apertura dello stand gastronomico con happy hour e cena con specialità’ messicane; alla stessa ora prenderà il via il torneo di calcio balilla per squadre di undici giocatori organizzato dalla Pro Loco casalese. Alle 21 verrà aperta la ‘Tana del Drago’, tradizionale pesca di beneficenza, e alle 21,30 musica rock e folk con i Pentagrami.
Sabato 30, alle 16,30 inaugurazione della mostra di aeromodellismo curata del Gruppo Aeromodellisti Gravellona, alle 17 apertura della Fontana del Vino e della vendita di Torte del Pane. Alle 19,30 quarti di finale del torneo di calcio balilla e alle 21,30 musica rock con i Black Skippers.
Domenica 1 maggio alle 12 aperitivo alla fontana del vino seguito dal pranzo sociale in piazza. Alle 17, dopo la processione, rinfresco alla fontana del vino; alle 20,30 semifinali e finali del torneo di calcio balilla, seguite da serata musicale con Mauro e Morgana.
Lunedì 2 maggio, alle 20, camminata non competitiva e concerto del trio Sette Note - due clarinetti e arpa - in chiesa parrocchiale
Dopo alcuni giorni di pausa si riprenderà venerdì 6 maggio, alle 19, con happy hour, birra a caduta, specialità messicane e stinchi al forno. Alle 21,30 musica con il gruppo NSJB.
Sabato 7, alle 15, festa della biblioteca presso l’oratorio Casa del Giovane; alle 21,30 serata musicale con un tributo a Davide van de Sfroos.
Domenica 2, con inizio alle 10, torneo di calcio Trofeo San Giorgio riservato alla categoria Pulcini; alle 15,30 giochi popolari per bambini e ragazzi, alle 17 danze della tradizione piemontese con la Compagnia dl’Erba Bona. Alle 21 grande concerto di chiusura del gruppo musicale Pietro Mascagni di Casale.
Durante le manifestazioni funzionerà il fornitissimo stand enogastronomico ‘Al Tendone’.

sabato 23 aprile 2011

San Giorgio



Oggi, 23 aprile, festa di san Giorgio martire, patrono di Casale Corte Cerro.

Giornata mondiale del libro







La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, proclamata come ogni anno per il 23 aprile, è divenuta ormai un appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane.
La Conferenza generale dell’UNESCO rende tributo mondiale a libri e autori in questa data, incoraggiando tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell’umanità.
L’idea di questa celebrazione è nata in Catalogna, dove il 23 aprile, giorno di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto. Il successo Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore dipende principalmente del sostegno ricevuto da tutte le parti interessate (autori, editori, insegnanti, bibliotecari, istituzioni pubbliche e private, ONG umanitarie e mass media), che sono mobilitate in ogni paese dalle Commissioni Nazionali UNESCO, Club UNESCO, Centri e Associazioni, delle Scuole Associate e Biblioteche, e da tutti coloro che si sentono motivati a lavorare insieme per questa celebrazione.

domenica 17 aprile 2011

Notizie 17 aprile 2011

I 100 ANNI DELL’UOEI

L’Unione degli operai escursionisti italiani venne fondata a livello nazionale il 29 giugno 1911 e a Casale - per la precisione sulla vetta del monte Cerano – il 6 luglio 1913 per opera di Nino Dosi, stimato professionista di origini milanesi arrivato in paese alcuni anni prima per svolgervi l’incarico di medico condotto. Dopo aver dato vita alla Croce Rosa, sodalizio che si dedicava al soccorso sanitario per gli alpigiani, il Dosi volle affrontare il grave problema dell’etilismo che in quegli anni affliggeva molti uomini, creando enormi problemi medici e sociali. L’idea era quella di offrire un’alternativa al passare il tempo libero nelle osterie per cui - al motto ‘Per il monte, contro il fumo e l’alcool’ - invitò i paesani alla pratica sportiva in montagna organizzando passeggiate, momenti d’incontro e vere e proprie imprese alpinistiche. In concomitanza con la festa patronale di san Giorgio la sezione casalese celebrerà il centenario domenica 1 maggio inaugurando, alle 10, presso sala consiliare del municipio, una mostra fotografica storica. Seguirà il pranzo sociale presso il ristorante – baita di Piana Rovei, alle 13. Chi volesse parteciparvi si prenoti ai recapiti telefonici 0323 61521 o 0323 61767.


CELEBRAZIONI PER LA SETTIMANA SANTA E LA PASQUA

Giovedì 21 aprile le Messe, con la lavanda dei piedi ai cresimandi, si celebreranno alle 20,30 sia a Casale che a Ramate. Venerdì alle 18, seguite, alle 20,30 dalla tradizionale Via Crucis al Getsemani guidata dai Legionari di Cristo. La veglia pasquale di sabato 23 avrà inizio alle 20,30 sia a Montebuglio che a Ramate, alle 22,30 a Casale. Il giorno di Pasqua le celebrazioni seguiranno il normale orario festivo.


CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE

Alle 10 ritrovo in piazza del Municipio e corteo al cimitero dove, alle 10,30 verrà celebrata la Messa in suffragio dei caduti. A seguire deposizione di omaggi floreali alle lapidi in piazza della Chiesa e orazioni ufficiali al parco delle Rimembranze. Al termine delle celebrazioni il circolo Arci della Società Operaia offrirà l’aperitivo ai presenti. Nel corso della mattinata, presso la sala consiliare del municipio saranno esposti i “Manifesti del Risorgimento” tratti dall’Archivio Comunale. Presterà servizio il gruppo musicale Pietro Mascagni.


FESTA PATRONALE DI SAN GIORGIO

Presso la casa parrocchiale di Casale si raccolgono gli ingredienti per la torta del pane: latte, amaretti, zucchero, cioccolata fondente, vanilina, uova e limoni. Le consegne possono essere effettuate dalle 8 alle 9 e dalle 13 alle 14.


LIETI EVENTI

I migliori auguri ad Aurora Foti, che sabato 23 aprile entrerà a far parte della comunità parrocchiale di Gattugno con la celebrazione del battesimo.


LUTTO

E’ scomparso Franco Milani, del Gabbio, l’ultim dij ruscä. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

lunedì 11 aprile 2011

Lutti

ÄRGORDÄND ËL MIDIO DË RÄMÀ

Sevi viä. Quänd son gnu ca, për combinazión, t’hò trovà äl Cässinón in tra ij cart vècc dë cui che n’hän lässà. On pugn sul stòmigh, däl frëcc dat dént e n’infinità ‘d rigòrd dä l’età pussè bèlä chë së sròtolän in lä méent comè ’nä tapärèlä chë s’è rot lä còrdä. Se ä tutä lä sgént chë t’è facc ghignàa e divërtìi gh’è scäpà ’nä lacrimä, comè ä mi, lä Stronä särà bè naciä in buzzä…

La scorsa settimana davamo notizia della scomparsa di Emidio Pitzalis, mitico personaggio che per tanti anni ha caratterizzato la piccola comunità di Ramate, universalmente noto per la sua presenza nella vita della parrocchia, per il suo inossidabile buon umore e per la sua discreta, disinteressata e concreta partecipazione a tante iniziative del paese. Un amico che preferisce rimanere anonimo – anche nei confronti di questa redazione – ci ha fatto pervenire questo ricordo che ben s’intona con il ‘personaggio’. Lo pubblichiamo volentieri, trascritto nella grafia normalizzata della lingua piemontese riferita al dialetto casalese, in modo che possa essere letto e apprezzato anche al di fuori dei confini di questo nostro paese.

LUTTO

A 99 anni è scomparso Mario Balbi di Arzo, il mitico ‘nonno’ egli alpini casalesi. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione, dei gruppi ANA e dell’intera comunità.

domenica 3 aprile 2011

CELEBRAZIONI PER IL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ NAZIONALE

Si concluderà venerdì 8 aprile il ciclo d’incontri organizzati dall’assessorato comunale alla Cultura e dalla biblioteca civica per celebrare il 150esimo anniversario dell’unità nazionale. Alle 21 presso il centro culturale Il Cerro di Ramate il fotoclub L’Obiettivo presenterà ‘Quattro passi per Casale… comodamente seduti in poltrona – passeggiata virtuale per vicoli e vecchie storie’ con proiezione d’immagini casalesi – nuove e d’antan - sul filo del racconto curato dal barba Bonìn.

domenica 27 marzo 2011

Notizie 28 marzo 2011

GITA SOCIALE

L’oratorio Casa del Giovane organizza l’ormai consueta gita di primavera per bambini, ragazzi e famiglie. Mete di quest’anno, sabato 16 aprile, saranno i luoghi natali di papa Giovanni XXIII, a Sotto il Monte di Bergamo, e il santuario della Vergine di Caravaggio, situato nella stessa zona. Il costo previsto è di 12 euro per il solo viaggio in pullman; pranzo al sacco.


LUTTO

E’ scomparso Emidio Pitzalis, 82 anni, di Ramate. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

sabato 26 marzo 2011

Notizie 27 marzo 2011

BILANCIO PARROCCHIALE
La commissione tecnico – economica della parrocchia di San Giorgio ha licenziato il bilancio consuntivo per l’anno 2010, che quadra su un totale di circa 115 mila euro di uscite - a fronte di 88 mila in entrata – con un disavanzo passivo di poco superiore ai 27 mila euro. Tale situazione è da imputarsi ai grossi lavori di manutenzione straordinaria eseguiti sui diversi edifici parrocchiali, che sono costati oltre 42 mila euro; l’eccesso di spesa è in ogni caso ampiamente coperto dagli attivi totalizzati nel corso degli anni precedenti, pari a 246 mila euro nel 2009.
Da segnalare, tra le varie voci, l’importante attivo di oltre 10 mila euro proveniente dalla festa patronale di San Giorgio e i quasi 14 mila devoluti alle diverse iniziative caritative e missionarie.

SECONDO DRAGON TRIATHLON
Il comitato Salite del VCO e l’amministrazione comunale di Casale Corte Cerro organizzano la seconda edizione del Dragon Triathlon, gara di corsa a squadre da svolgersi a piedi, con biciclette da corsa e con mountain bike lungo un percorso di circa venti kilometri articolato nel territorio casalese.
La manifestazione si svolgerà nella mattinata di domenica 10 aprile e prevede una quota d’iscrizione di 30 euro per ogni squadra. Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito internet www.salitedelvco.it o rivolgersi al recapito telefonico 348 5843615.

LIETI EVENTI
I migliori auguri alla piccola Alice Beltrami che domenica 3 aprile entrerà a far parte della comunità parrocchiale di San Giorgio con la celebrazione del Battesimo.

giovedì 24 marzo 2011

lunedì 21 marzo 2011

Notizie 20 marzo 2011

CELEBRAZIONI DEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ NAZIONALE
L’Amministrazione comunale di Casale Corte Cerro, assessorato alla Cultura, presenta ‘Il garibaldino di Massiola’ e ‘Donne del Risorgimento’, conferenza storica a cura rispettivamente di Raffaella Fontana e Grazia Richetti.
Venerdì 25 marzo, ore 21, centro culturale Il Cerro, via 25 Aprile, Ramate.

VERSO SAN GIORGIO
Sabato 26 marzo, alle 8,30 ‘chiamata alle armi’ per i volontari: si monta il tendone dei festeggiamenti.

LIETI EVENTI
I migliori auguri al piccolo Nicholas Dieni che domenica 20 marzo è entrato a far parte della comunità parrocchiale di San Tommaso in Montebuglio con la celebrazione del Battesimo.

LUTTO
E’ scomparsa Maria Mariuccia Colombo, di 85 anni. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

domenica 13 marzo 2011

CELEBRAZIONI DEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ NAZIONALE


L’Amministrazione comunale di Casale Corte Cerro, assessorato alla Cultura, presenta Daghela avanti on pass, chiacchierata storico – musicale a cura del barbä Bonìn.
Venerdì 18 marzo, ore 21, centro culturale Il Cerro, via 25 Aprile, Ramate.

lunedì 7 marzo 2011

Verso San Giorgio

E’ iniziata la raccolta dei doni per la ‘Tana del Drago’, tradizionale pesca di beneficenza organizzata in occasione della festa patronale di San Giorgio. I materiali si possono consegnare ogni giorno in casa parrocchiale. Sono particolarmente gradite le bottiglie di vino, purché munite di etichetta commerciale.

domenica 6 marzo 2011

150° DELL’UNITA’ NAZIONALE


Prenderanno il via domenica 13 marzo le celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità nazionale. Alle 21, presso il centro culturale Il Cerro di Ramate verrà inaugurata la mostra ‘Manifesti del Risorgimento’ che presenterà documenti originali conservati nell’archivio storico del comune di Casale. L’evento, significativamente intitolato ‘Ricordando la Primavera dei Popoli’, è organizzato dall’assessorato comunale alla Cultura e curato da Daniela Raviol e Alessio Lucchini per conto della Biblioteca Civica. La presentazione ufficiale sarà tenuta, oltre che dai curatori, dal vicesindaco Grazia Richetti e da Massimo M. Bonini, studioso di storia locale.
Mercoledì 16, alle 21 e presso Il Cerro, il trio di clarinetti Ex Tempore diretto dal maestro Damiano Morellini si unirà idealmente al grande concerto che da ogni comune d’Italia celebrerà la proclamazione del regno d’Italia del 1861, mentre giovedì 17, alle 21, la cerimonia dell’alzabandiera al parco delle Rimembranze sarà curata dai gruppi ANA comunali.
Venerdì 18 ancora al Cerro e alle 21, il lungo percorso verso l’unità verrà ricordato con una chiacchierata storico – musicale curata da Massimo M. Bonini all’insegna de ‘Daghela avanti on pass, i piemontesi alla conquista d’Italia’.
La mostra dei manifesti storici, accompagnata da una scelta dei testi risorgimentali presenti nella biblioteca comunale, sarà aperta durante tutte le serate e fino all’evento conclusivo, in programma per venerdì 8 aprile e curato dal fotoclub L’Obbiettivo.

domenica 27 febbraio 2011

Notizie 27 febbraio 2011

CARNEVALE CASALESE
Il comitato per il Carnevale Casalese comunica che martedì 8 marzo, a partire dalle 14,30 e presso la Tavernetta della Società Operaia, in via Ramate, avrà luogo il tradizionale ballo in maschera per i bambini. Nel corso del pomeriggio distribuzione di salamini con polenta e fagioli ed estrazioni della lotteria a premi.
Il gruppo giovanile interparrocchiale ricorda invece l’appuntamento di sabato 5 marzo alla Casa del Giovane. Alle 15 festa in maschera per i bambini e alle 19,30 cena in allegria per giovani e adulti. Il ricavato servirà a finanziare la partecipazione dei giovani alla Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Madrid durante la prossima estate.

CONSIGLIO COMUNALE
Approvato, nella seduta del 23 febbraio il bilancio di previsione per il 2011, che quadra su una cifra di quasi 4,3 milioni di euro. Il documento prevede investimenti per la costruzione dell’ascensore nelle scuole del capoluogo, la realizzazione di un piccolo campo sportivo a Montebuglio, il completamento di via Pascoli che permetterà finalmente il collegamento tra via Gabbio e via Gravellona a monte della ferrovia, attraverso la nuova zona artigianale. Saranno finanziati inoltre il completamento del recupero per la ex Latteria Turnaria a uso museale e la sistemazione della pista forestale Arzo – Pra Prin danneggiata dall’alluvione del 2009. A favore della proposta i consiglieri di maggioranza, contraria la minoranza di Vivere Casale.
Discussa anche una variante al piano regolatore generale – concordata con i comuni confinanti - inerente la valutazione del rischio derivante dalla presenza sul territorio di attività industriali; si tratta in questo caso di un adempimento di legge previsto dalla cosiddetta ‘direttiva Seveso’.

Omegna
ENERGIE ALTERNATIVE AL ‘DALLA CHIESA’
Lunedì 14 marzo si parlerà di risparmio energetico e produzione di energia da fonti alternative all’istituto superiore Dalla Chiesa – Spinelli. La scuola omegnese - che nel suo edificio del Forum ospita l’impianto fotovoltaico sperimentale voluto dalla provincia del Verbano Cusio Ossola – collabora da tempo con il Centro del Sole di Verbania, struttura realizzata e gestita dal circolo Verbano di Legambiente sempre con il sostegno dell’amministrazione provinciale.
Relatore dell’incontro, che si terrà alle 17 presso l’auditorium dell’istituto, in via Colombera, sarà la dottoressa Amelia Alberti, presidente di Legambiente Verbano. L’invito alla partecipazione è rivolto agli allievi e ai loro famigliari, al personale della scuola, ma anche all’intera cittadinanza.

mercoledì 23 febbraio 2011

Corso di dialetto e cultura tradizionale a Omegna (VB)

UNI3 Omegna – anno accademico 2010/2011
Lingue, dialetti e cultura tradizionale - Omegna, il Cusio, l'Italia nord occidentale

Corso a cura dell'Associazione culturale Compagnìa dij Pastor, con il patrocinio di Ecomuseo Cusius del Lago d’Orta e del Mottarone

Dopo il buon successo degli scorsi anni, viene riproposto il corso sulle parlate locali e la cultura materiale di Omegna, del Cusio e del Piemonte.

Incontri previsti:

1. Tra dialetti e culture materiali: problemi di trascrizione di una lingua parlata.
2. Piänt, ërbìt e boscogn. Appunti di botanica popolare.
3. Mille anni di letteratura piemontese.
4. Dal Po ai navigli e ritorno Torino e Milano nelle canzoni dialettali.
5. Vecchie storie di paese. Fiabe e leggende cusiane.
6. Ij ricèt dal professor. Cucina poetica di un crusinallese doc.

Il corso si terrà presso il Forum di Omegna, dalle ore 15,00 alle 17,00, nei giorni di giovedì
10, 24 febbraio, 3, 17, 31 marzo, 7 aprile 2011

N.B. Per motivi di organizzazione l’esatta successione degli incontri sopra elencati sarà comunicata nel corso del primo incontro.

Relatore
• Massimo M. Bonini: insegnante, giornalista, ricercatore, docente di lingua piemontese

Agli incontri potranno inoltre prendere parte esperti delle materie di volta in volta trattate

martedì 22 febbraio 2011

Corso di lingua piemontese nelle varianti del VCO


COMPAGNIA DIJ PASTOR
Associazione per lo studio, la conservazione e la diffusione del patrimonio linguistico e culturale tradizionale nei territori del Verbano Cusio Ossola e del Novarese

Corso lingua piemontese nelle varianti del Verbano Cusio Ossola
EDIZIONE 2011
In collaborazione con Ca dë Studi Piemontèis – Centro Studi Piemontesi - Torino

Venerdì 18 Marzo Gignese, museo dell’Ombrello e del parasole
ore 17 - 19 Il Tarusc degli ombrellai vergantini
in collaborazione con Ecomuseo Cusius del lago d’Orta e Mottarone

Giovedì 24 Marzo Varzo, Torre medievale
ore 17 – 19 Toponomastica e dintorni…
Relatore: Adolfo Benetti

Venerdì 1 Aprile Pieve Vergonte, Centro Culturale Massari
ore 17 - 19 Piänt, ërbìt e boscogn – appunti di botanica popolare
Relatore: Massimo M. Bonini

Giovedì 7 Aprile Verbania Possaccio
ore 17 – 19 Ij missoltìt - dal lago con amore e con gusto
Relatore: Giancarlo Ghiardello

Giovedì 14 Aprile chiesa della Gurva, valle Anzasca
ore 17 – 19 La Milizia di Calasca fra tradizione e devozione
Relatori: Maristella Benedetti e don Andrea Primatesta

Venerdì 6 Maggio torneria Martinoli, Marmo di Massiola, valle Strona
ore 17 – 19 In tra strìi, Madòn e gratagamol
Relatori: Samuel Piana e Luca Ciurleo
in collaborazione con Ecomuseo Cusius del Lago d’Orta e Mottarone

Giovedì 12 Maggio Masera, salone dell’Asilo
ore 17 – 19 Ij sc-palogn: fadìgia d’ina vòta
Relatore: Bruno Filippinetti
Segue alle Circolo S.Croce – Calvario di Domodossola
ore 20 Cena con animazione - Prenotazione obbligatoria

Giovedì 19 Maggio Pieve Vergonte, Centro Culturale Massari
ore 17 - 19 Risorgimento in Piemontese
Relatore: Albina Malerba – Ca dë Studi Piemontèis

La partecipazione al corso è gratuita, gli interessati possono presentarsi direttamente agli incontri.

Per informazioni
Compagnia dij Pastor, c/o Massimo M. Bonini - via Crebbia, 31 - via Belvedere, 19 - 28881 Casale Corte Cerro (VB)
tel. 0323 60975 - 0323 691048 - 334 2460473 - fax 0323 691048
Mariavittoria: 347 08 50 177
compagniadijpastor@alice.it - http://compagniadijpastor.ilcannocchiale.it/

domenica 20 febbraio 2011

Notizie 20 febbraio 2011

CARNEVALE ALL’ORATORIO
Il gruppo giovanile interparrocchiale organizza la festa di carnevale per sabato 5 marzo 2011. Alle 15 appuntamento alla Casa del Giovane per i bambini in maschera, con la raccomandazione di limitarsi a coriandoli e stelle filanti.
Alle 19,30 cena in allegria per giovani e adulti al costo di 15 euro, 10 per i bambini fino a dieci anni, per i quali è però richiesta la presenza di un adulto. Prenotazioni presso don Pietro (333 2716992) o padre Joseph (340 2628831).

INFORMATICA PER GLI ANZIANI
L’associazione per la Promozione dell’Anziano comunica che il preannunciato corso d’informatica di base prenderà avvio lunedì 7 marzo, alle 20,30, presso la sede sociale di piazza della Chiesa, sopra la biblioteca comunale.
La partecipazione è riservata a coloro che si erano preventivamente iscritti lo scorso autunno.

CARITAS PARROCCHIALE
Il gruppo Caritas interparrocchiale recentemente istituito terrà la sua prima riunione operativa lunedì 28 febbraio, alle 21, presso la casa parrocchiale di Casale, in via Roma, 6.

sabato 19 febbraio 2011

Antichi mestieri: il burro

Dal Bollettino Parrocchiale di Ramate n. 8, 20 febbraio 2011

Una storia che sa di buono come lo è il gesto di spalmarlo sul pane….
All’alpeggio la preparazione del formaggio era eseguita indistintamente da uomini o donne, ma quella del burro era riservata esclusivamente solo alle donne. In alcuni alpeggi vi era una stanza apposita adibita alla preparazione del burro, che ha come unico ingrediente la panna, ovvero la materia grassa presente nel latte.
La panna raccolta dopo l’affioramento veniva versata nella “zangola”, un attrezzo in legno a forma di cilindro dotato di un’asta che reca all’estremità interna un disco con funzione di stantuffo, mentre la parte esterna serve da impugnatura. Nel nostro dialetto locale la zangola viene chiamata “burlera”. Una volta versata la panna nella “burlera” iniziava il lavoro di braccia, ritmico, senza interruzioni per più di un’ora. L’asta doveva andare su e giù ininterrottamente affinché il disco sbattesse la panna fino a che si formava il burro. Una volta estratto dal contenitore lo si modellava con le mani per formare dei panetti che venivano avvolti nelle foglie di castagno, sostituiti nei tempi più recenti da appositi involucri di carta.
Tutto questo veniva fatto il giorno prima della partenza; alla sera le donne riempivano la gerla e andavano a dormire. La sveglia suonava nel cuore della notte verso le tre , al più tardi le quattro, Si alzavano in silenzio per non svegliare i figli, si caricavano il pesante fardello sulle spalle e partivano. Dalle nostre valli scendevano fino ad Omega a piedi e poi in corriera proseguivano sino alle varie destinazioni e mercati che potevano essere : Arona, Mergozzo, Gozzano, Borgomanero, Stresa. Tante vendevano ai privati , il cosiddetto “porta a porta” , ma avevano lo stesso molta strada da fare.
Era una vita molto faticosa, non solo per la preparazione del burro, ma soprattutto per il viaggio che nella maggior parte dei casi facevano in coppia, che era un modo per darsi sicurezza e coraggio l’un l’altra durante le buie notti passate sui sentieri di montagna, rischiarati solo dai raggi della luna o dalla luce di una lanterna.
Le donne del burro restano ormai solo nel ricordo di alcuni anziani. Le nuove leggi, la burocrazia e la tecnologia le hanno fermate, e non si trova più quel profumo intenso di prati in fiore, di erbe aromatiche che si sprigionava da quei panetti preparati con tanto impegno e fatica. Negli scaffali dei supermercati troviamo decine di confezioni di burro in involucri lucidi e accattivanti ma è purtroppo andato perso quel buon sapore genuino di una volta.

mercoledì 16 febbraio 2011


1926: si costruisce il campanile all'oratorio dei santi Carlo Borromeo e Bernardo d'Aosta (dedicato anche alla Vergine del Rosario di Pompei), presso il cimitero nuovo.

...e grazie di nuovo al Priamo per la foto

martedì 15 febbraio 2011

Crebbia


Crebbia, tanti anni fa: inprumä dël Circol, dël prëstìn e dël Blascìn...

Per la verità il circolo operaio delle Tre Frazioni esisteva già: era collocato più avanti, nelle case Cerini, vicino alla piazzetta della chiesa della SS Trinità.

Ancora una volta ringraziamo per la foto storica l'amico Priamo Fantoni.

domenica 13 febbraio 2011

Notizie 13 febbraio 2011

PER IL 150° DELL’UNITA’ NAZIONALE
L’assessorato comunale alla cultura, nel quadro delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità nazionale, organizza una serie di manifestazioni all’insegna di “Ricordando la primavera dei popoli…”
Sabato 12 marzo verrà presentata una mostra, curata da Daniela Raviol e Alessio Lucchini, di reperti storici - documenti, stampe e manifesti – provenienti dall’archivio storico del comune. Venerdì 18 ‘Daghela avanti on pass’, chiacchierata storico musicale a cura di Massimo M. Bonini. Venerdì 25 marzo si parlerà del ‘Garibaldino di Massiola’ e delle ‘Donne nel Risorgimento’ con Raffaella Fontana e Grazia Richetti. Infine, venerdì 8 aprile, il fotoclub L’Obbiettivo presenterà ‘Quattro passi per Casale… comodamente seduti in poltrona’, passeggiata virtuale per vicoli e vecchie storie sul filo delle immagini realizzate dai soci, con la voce narrante del barba Bunìn.
Tutte le serate si terranno presso il Centro culturale Il Cerro di Ramate, con inizio alle 21. La mostra rimarrà aperta per l’intero periodo e sarà completata dall’esposizione di libri dedicati al periodo risorgimentale, a cura della biblioteca civica.

BIBLIOTECA CIVICA
Il comitato di gestione della biblioteca comunale di Casale, riunitosi sabato 12 febbraio, ha approvato la relazione morale predisposta, come ogni anno, dalle signore Wilma Burba e Daniela Raviol, che come volontarie dell’associazione per la Promozione dell’Anziano, curano la gestione del servizio.
Durante il 2010 sono stati acquisiti quasi 600 nuovi volumi, per la maggior parte provenienti da donazioni dei cittadini, più oltre 200 pubblicazioni minori, non soggette a catalogazione. Questo porta a quasi 6000 le opere presenti nel catalogo.
La biblioteca casalese si è andata sempre più specializzando nel campo della storia locale, tanto da essere ormai divenuta un importante punto di riferimento per l’intero territorio; sempre più spesso, in effetti, i volumi presenti vengono mandati in prestito fuori da Casale attraverso le numerose richieste che pervengono attraverso il Centro Rete - coordinamento provinciale dei servizi bibliotecari. Anche in questo campo le nuove acquisizioni sono dovute quasi esclusivamente a donazioni di privati ed enti pubblici.
Tra le iniziative in programma vale la pena di citare l’annuale festa dei libri, che verrà organizzata in maggio presso l’oratorio Casa del Giovane, l’esposizione di libri d’argomento risorgimentale - in concomitanza con le celebrazione per il 150° anniversario dell’unità nazionale - e una mostra documentaria su Pinocchio e il suo autore – Carlo Lorenzini, in arte Collodi – sul filo del legame tra i giovani e il Risorgimento: si terrà presso la sede dell’ex municipio a partire dal periodo della patronale di San Giorgio (fine aprile) e sino al termine dell’anno scolastico.

PRO LOCO
L’associazione Pro Loco di Casale Corte Cerro, al fine di raccogliere fondi per il finanziamento delle iniziative in programma, organizza per martedì 22 febbraio, presso l’oratorio Casa del Giovane, una serata promozionale con presentazione ed eventuale vendita di materassi. Sono invitate a partecipare coppie reali o virtuali…
Per iscriversi contattare i dirigenti al recapito telefonico 347 8239236.

domenica 6 febbraio 2011

Notizie 6 febbraio 2011

ATTIVITA’ PARROCCHIALI
Venerdì 11 febbraio la comunità di Ramate celebra la festività di Nostra Signora di Lourdes con le Messe che si terranno in chiesa parrocchiale alle 8, alle 10,30, alle 15 e alle 18.
Domenica 13 febbraio, a Gattugno, tradizionale festa delle Reliquie, con Messa solenne alle 11,30 e funzione pomeridiana alle 15,30. A seguire si terrà l’incanto delle offerte presso il circolo operaio della frazione.

CALCIOBALLILA A 11
La Pro Loco di Casale Corte Cerro comunica attraverso la sua pagina Facebook che nei giorni 29 e 30 aprile e 1 maggio 2011, in occasione della festa patronale di San Giorgio, verrà organizzato il primo torneo di calciobalilla a squadre di undici partecipanti.
Per informazioni e iscrizioni contattare il recapito telefonico 347 8239236.

LUTTI
Sono scomparsi Edvige Grandi Zucchi, 79 anni, di Gattugno e Giuseppe Crescoli, 83 anni, di Montebuglio. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

sabato 29 gennaio 2011

I poeti dialettali cusiani agli onori regionali


L’Almanacco della poesia piemontese viene pubblicato, da ormai 52 anni, dalla Compagnia dij Brandé, l’associazione poetica piemontese fondata nel 1927 da Pinin Pacòt, che da quasi un secolo si occupa della diffusione della lingua e della letteratura piemontesi nel mondo. L’ultimo numero della prestigiosa pubblicazione riporta alcune composizioni di poeti locali: Giorgio Rava è presente con le poesie Candelmas, dedicata alla Candelora, e Vilordón (colubro), mentre del casalese Italo Dematteis viene pubblicata Squàas orazión (quasi una preghiera).
Al successo dei due autori ha certamente giovato l’edizione elettronica curata dalla Compagnia dij Pastor attraverso il suo sito internet (compagniadijpastor.ilcannocchiale.it) e quella cartacea sulle pagine de L’Informatore e del Bollettino parrocchiale di Ramate, a sua volta ripreso dal sito web delle parrocchie di Casale Corte Cerro (parrocchiecasalecc.studiombm.it). Un bell’esempio di come le nuove tecnologie possano ben giovare anche alla cultura tradizionale.
Chi fosse interessato all’acquisto dell’opera la può trovare direttamente presso l’editore (piemonteis.xoom.it/brande.php) al costo di 10 euro.

domenica 23 gennaio 2011

Notizie 23 gennaio 2011

SAN GIORGIO 2011
Il comitato per i festeggiamenti patronali di aprile terrà la sua seconda riunione lunedì 7 gennaio, alle 21, presso le sale parrocchiali del Baitino.
Servono l’aiuto e l’impegno di nuove persone che possano sostituire i tanti che, per vari motivi, non sono più presenti.

ECONOMIA PARROCCHIALE
La commissione tecnico – economica della parrocchia di San Giorgio, riunitasi lo scorso 17 gennaio, ha stilato il programma degli interventi da eseguirsi nel corso del 2011.
Innanzitutto sarà necessario provvedere alla sistemazione definitiva della parete sud della chiesa parrocchiale, quella che guarda verso l’ex municipio e che - nonostante i lavori della scorsa estate, evidentemente mal eseguiti – risulta ancora scrostata e mal tinteggiata. In tale occasione si provvederà anche ai necessari ritocchi alla meridiana. Si passerà quindi a ultimare l’intervento con il ripristino della parete esterna dell’abside e della vecchia sacrestia, prospicienti l’area delle Cappelle.
Alcuni piccoli interventi, per rimediare a infiltrazioni di umidità, sono necessari sull’oratorio di Tanchello, mentre si dovrà porre nuovamente mano alla chiesa di San Carlo, dove gli intonaci interni si stanno rapidamente degradando.
Infine verrà chiesto l’intervento dell’amministrazione comunale, proprietaria dell’immobile, per trovare rimedio alle gravi perdite che si verificano su una parte posteriore del tetto nella casa parrocchiale di via Roma, con grossi rischi per la stabilità dell’edificio.

GMG
Il gruppo giovanile delle tre parrocchie casalesi si riunirà venerdì 28 gennaio, alle 20,45, presso l’oratorio Casa del Giovane per definire i particolari relativi alla partecipazione alla giornata mondiale della gioventù in programma a Madrid per il prossimo mese di agosto.

LUTTO
E’ scomparsa Delia Mezzadonna Ticozzi, 85 anni, di Casale centro. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.

martedì 18 gennaio 2011

RAMATE NEL PASSATO

dal Bollettino Parrocchiale di Ramate n. 3, 16/01/2011

IL LAVORO - industria e artigianato
Lo sviluppo industriale ed artigianale di Ramate è parallelo all'andamento demografico della frazione, in costante crescita, anche se è doveroso ricordare che gli opifici sono sorti presso il torrente Strona, quindi in particolare nelle località Gabbio e S. Anna, dapprima poco popolate e poi protagoniste di quello sviluppo di attività che le hanno arricchite di famiglie, negozi fabbriche e fabbrichette.
Agli inizi dell'Ottocento, due secoli fa, Ramate, senza la ferrovia, era un agglomerato che si distendeva a macchia di leopardo dallo Strona ai boschi per Casale: prati, campi, stalle, un borgo contadino, con qualche artigiano dedito alla produzione di attrezzature indispensabili all'agricoltura ed alla vita quotidiana, piccoli mulini, fucine, falegnamerie, ecc.
L'avvio delle attività industriali è certamente legato al torrente Strona, per la disponibilità di forza motrice che invitava anche forestieri e stranieri ad investire capitali, come avveniva del resto in tutta l'Italia settentrionale. L'acqua con la sua impetuosità consentiva di lavorare con meno fatica a tornitori, fabbri, operai ed artigiani e permetteva di muovere una serie di mulini, da intendersi non solo come macine per i mugnai, come pensiamo abitualmente, ma anche per una serie di altri lavoratori, in particolare tornitori.
Le notizie che ho raccolto sono desunte dal già più volte ricordato volume "I luoghi del lavoro nella valle dello Strona" di Valeria Garuzzo e da vecchi strumenti notarili, ricchi di notizie su beni, personaggi, avvenimenti locali.
Lungo il torrente, tra Omegna, Crusinallo, Gabbio e Gravellona, sorsero pian piano semplici laboratori artigianali, ma anche importanti insediamenti industriali.
Partiamo da lontano. Dal Catasto descrittivo del 1676 è segnalato a Ramate, intermediante la Roggia di Mezzo, situato in prossimità dello Strona, il "molino al Boscetto", che cosa producesse non so. A Pramore il "molino alla Strona", probabilmente a ruota orizzontale, forse per la trasformazione dei prodotti agricoli.
Al Catasto di Maria Teresa d'Austria del 1723 è segnato presso lo Strona lo stesso mulino al Boscetto, oltre ad un molino distrutto. Nel successivo Catasto Rabbini del 1858 troviamo al Gabbio, alla
confluenza del rio Vallessa (il rio di Mezzo?) una cartiera ed il mulino Lach, oltre ad un mulino e macina di corteccia di rovere verso S. Anna. Tutti questi opifici fruivano delle acque della roggia derivante da quelle che partivano dal Molinetto, che qui si chiamava roggia del mulino di Ramate. Infine, successivamente, vengono descritti anche una torneria in legno "Fratelli Nolli" e uno Stabilimento per la lavorazione della pietra " dell'Ing, Gianoli (a S. Anna e Gianoli).
Occorre fermarsi nella descrizione dei siti e dei personaggi, che sarà ripresa, per fare alcune considerazioni. E' evidente che l'agricoltura, l'utensileria di casa, ecc. richiedevano manufatti opera di piccoli artigiani, che erano quasi tutti residenti del luogo. Il mulino Boscetto, presumibilmente per la macinazione di cereali e magari come torchio,o funzionava temporaneamente, dati i periodi di siccità dei rii, o più probabilmente sfruttava già le acque dello Strona. In secondo luogo si nota che le successive installazioni sono opera di forestieri, Ing. Gianoli, Lach e Stheclin ed altri ancora, che disponevano di capitali. Gli unici locali ricordati sono i Fratelli Nolli, importante famiglia di Pramore che aveva dato l'unico caduto casalese delle guerre d'Indipendenza.
Un accenno al mulino Lach; la mugnaia Maria Stheclin ed il marito
Luigi Lach, miei trisavoli da parte paterna, giunsero al Gabbio dalla Svizzera tedesca ed acquistarono il mulino vecchio di Ramate, ne costruirono uno nuovo e vendettero il vecchio, che passò ad altri proprietari fino al 1863, quando giunsero i Furter.
Il mulino Lach, ristrutturato, è diventato nel 1928 casa operaia,
l'attuale "Palazzi" di proprietà comunale.
(segue)
ITALO

lunedì 17 gennaio 2011

Sant'Antonio abate


Sänt'Antòni dël porscél, chë'l sonavä 'l cämpänél...

Fèstä dlä Sciërëiä; benedizion dlä sàal e dij bésti.

domenica 16 gennaio 2011

1924 - 1926


La sede UOEI nell'attuale via Roma, di fronte alla villa Calderoni, prima che il regime fascista sopprimesse tutte le libere associazioni. Sullo sfondo si vede l'edificio del prëstìn dël Mòtä, che verrà dato alle fiamme dalle brigate nere, per rappresaglia, nel settembre del 1944.


Grazie, ancora una volta, alla collaborazione di Priamo Fantoni.

sabato 15 gennaio 2011

San Mauro abate



Incheui sän Màvär, mërcänt ëd fiòcä, fèstä dë Cafarogn. Lä seu figurä äss pòl vëglä ä lä cäpèlä 'd Moscërän e su colä dël Pozzaràch.

martedì 11 gennaio 2011

San Giorgio 2011

Il comitato per i festeggiamenti patronali di aprile ha tenuto la sua prima riunione lo scorso lunedì 10 gennaio. La principale decisione è stata quella di spostare gli eventi di una settimana, facendo quindi perno sulla domenica 1 maggio, visto che il 24 aprile cade la celebrazione della Pasqua.
Prossimamente ci si incontrerà di nuovo per entrare nei dettagli, ma da subito servono l’aiuto e l’impegno di nuove persone che possano sostituire i tanti che, per vari motivi, non sono più presenti. A tale proposito è importante ricordare come la festa di San Giorgio, con le sue varie attività, costituisca da sempre la maggior fonte di finanziamento per le opere della parrocchia, in particolare per il pagamento dei mutui bancari che hanno permesso negli anni passati la realizzazione del nuovo oratorio.

domenica 9 gennaio 2011

Notizie 9 gennaio 2011

FESTE FRAZIONALI
Giovedì 14 gennaio alle 15, presso l’abitazione della famiglia Guiglia, a Cafferonio, sarà celebrata la Messa in onore di san Mauro abate, patrono della frazione.
Domenica 16 toccherà invece alla Cereda, con la Messa delle 16, ricordare il copatrono, sant’Antonio abate – sänt’Äntòni dël porscél – e celebrare la benedizione del sale, tradizionale rimedio alle malattie degli animali domestici.

RINGRAZIAMENTI
La serata di fine 2010 tenutasi all’oratorio Casa del Giovane ha fruttato oltre 1200 euro, che sono stati versati alla Caritas parrocchiale affinché li impieghi a favore dei tanti bisognosi – sempre in aumento in questi tempi di crisi economica e occupazionale – che quotidianamente si rivolgono ai nostri sacerdoti per avere aiuto materiale, oltre al conforto spirituale.
Il Gruppo Famiglie dell’Oratorio ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno contribuito a questo bel risultato.

LIETI EVENTI
I migliori auguri alla piccola Chiara Angelica Grandi, che domenica 9 gennaio è entrata a far parte della comunità parrocchiale di San Giorgio con la celebrazione del suo Battesimo.

LUTTI
E’ scomparsa Clotilde Milesio Ferraris, 95 anni, della Cereda. A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.



ORATORIO
Il gruppo degli animatori si riunirà presso l’oratorio stesso mercoledì 12 gennaio alle 21 per programmare le attività dei prossimi mesi.
Anche qui, servono nuovi volontari!..

San Giorgio 2011

La prima riunione del comitato festeggiamenti per la patronale di aprile è convocata per lunedì 10 gennaio, alle 21, presso il Baitino.

Servono volontari!

giovedì 6 gennaio 2011

Casale com'era



Anni '20. Viene bendetta la lapide a ricordo dei caduti nella prima guerra mondiale.

Foto inviata da Priamo Fantoni

domenica 2 gennaio 2011

Notizie 2 gennaio 2011

CONSIGLIO COMUNALE
Si è tenuta lo scorso 21 dicembre l’ultima seduta del Consiglio comunale per il 2010. All’ordine del giorno l’approvazione di alcuni nuovi regolamenti quali concessione di sovvenzioni e contributi, affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti, procedimento amministrativo, manomissione del suolo pubblico, servizio di illuminazione votiva e tutela e benessere degli animali.
Con l’occasione sono state comunicate le dimissioni dalla carica di assessore ai servizi sociali del dottor Lorenzo Biagio Nacca, che mantiene comunque la qualifica di consigliere comunale. La delega non è stata per il momento riassegnata e le relative funzioni verranno esercitate direttamente dal sindaco Claudio Pizzi.

ANNIVERSARI DI BATTESIMO
Domenica 9 gennaio la parrocchia di San Giorgio ricorderà i battesimi celebrati durante il 2010. L’appuntamento per genitori e bambini è alla Messa delle 11.

LUTTI
Sono recentemente scomparsi Fermo Dellavedova, 98 anni, di Crottofantone e Angelo Motta, 89 anni, del Motto.
A parenti e amici le più sentite condoglianze della redazione.