sabato 19 febbraio 2011

Antichi mestieri: il burro

Dal Bollettino Parrocchiale di Ramate n. 8, 20 febbraio 2011

Una storia che sa di buono come lo è il gesto di spalmarlo sul pane….
All’alpeggio la preparazione del formaggio era eseguita indistintamente da uomini o donne, ma quella del burro era riservata esclusivamente solo alle donne. In alcuni alpeggi vi era una stanza apposita adibita alla preparazione del burro, che ha come unico ingrediente la panna, ovvero la materia grassa presente nel latte.
La panna raccolta dopo l’affioramento veniva versata nella “zangola”, un attrezzo in legno a forma di cilindro dotato di un’asta che reca all’estremità interna un disco con funzione di stantuffo, mentre la parte esterna serve da impugnatura. Nel nostro dialetto locale la zangola viene chiamata “burlera”. Una volta versata la panna nella “burlera” iniziava il lavoro di braccia, ritmico, senza interruzioni per più di un’ora. L’asta doveva andare su e giù ininterrottamente affinché il disco sbattesse la panna fino a che si formava il burro. Una volta estratto dal contenitore lo si modellava con le mani per formare dei panetti che venivano avvolti nelle foglie di castagno, sostituiti nei tempi più recenti da appositi involucri di carta.
Tutto questo veniva fatto il giorno prima della partenza; alla sera le donne riempivano la gerla e andavano a dormire. La sveglia suonava nel cuore della notte verso le tre , al più tardi le quattro, Si alzavano in silenzio per non svegliare i figli, si caricavano il pesante fardello sulle spalle e partivano. Dalle nostre valli scendevano fino ad Omega a piedi e poi in corriera proseguivano sino alle varie destinazioni e mercati che potevano essere : Arona, Mergozzo, Gozzano, Borgomanero, Stresa. Tante vendevano ai privati , il cosiddetto “porta a porta” , ma avevano lo stesso molta strada da fare.
Era una vita molto faticosa, non solo per la preparazione del burro, ma soprattutto per il viaggio che nella maggior parte dei casi facevano in coppia, che era un modo per darsi sicurezza e coraggio l’un l’altra durante le buie notti passate sui sentieri di montagna, rischiarati solo dai raggi della luna o dalla luce di una lanterna.
Le donne del burro restano ormai solo nel ricordo di alcuni anziani. Le nuove leggi, la burocrazia e la tecnologia le hanno fermate, e non si trova più quel profumo intenso di prati in fiore, di erbe aromatiche che si sprigionava da quei panetti preparati con tanto impegno e fatica. Negli scaffali dei supermercati troviamo decine di confezioni di burro in involucri lucidi e accattivanti ma è purtroppo andato perso quel buon sapore genuino di una volta.

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