sabato 16 maggio 2020

Timblèch e chinchër

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA
IL SILENZIO DELLE CAMPANE
Secondo la liturgia tradizionale cattolica la sera del Giovedì Santo si celebra la Missa in Coena Domini, durante la quale, al momento dell’Halleluhja, tutte le campane e i campanelli squillano all’unisono per poi venire tacitati in segno di lutto. Da quel momento taceranno sino allo stesso momento della Messa di Resurrezione, la notte di Pasqua.
Al termine il Santissimo Sacramento viene spostato dal tabernacolo dell’altare maggiore a quello di un altare laterale – a Casale e Montebuglio quello della Vergine del Rosario, per altro l’unico esistente – detto il Sepolcro, mentre quello di provenienza viene lasciato spalancato, a dimostrare l’assenza del Cristo dalla terra.
A Montebuglio, nei giorni di silenzio, per dare i segnali della vita quotidiana, in particolare il richiamo dei fedeli alle funzioni del Venerdì e del Sabato Santo, non potendosi utilizzare le campane, si impiegavano degli strumenti a percussione di fabbricazione artigianale. In particolare ij chinchër  - (raganelle, o crotali o crepitacoli) assicelle fatto girare intorno a un ingranaggio di legno a contatto del quale emettevano un tipico suono crepitante – e timblèch – (traccole o battole) tavolette munite di un martelletto oscillante che agitate producevano una specie rullìo. Di solito erano i bambini che si aggiravano per i vicoli del paese con questo tipo di strumenti, divertendosi un mondo.
A Casale si utilizzava invece la tich e tach (battola maggiore), sostanzialmente una variante maggiorata della timblècä, una tavola lunga mezzo metro circa, munita di maniglie metalliche, che il campanaro agitava dalla cella campanaria del campanile e riusciva a far sentire a tutto il paese.
Dal suono ritmico e a battito veloce di questi strumenti deriva poi il modo di dire l’è comé ‘nä timblècä, riferito a persona che parla a raffica.


chinchër (raganella, crotalo, crepitacolo)


tich e tach (battola maggiore)
pezzo originale conservato presso la casa parrocchiale di Casale


timblècä (taccola, battola)




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