martedì 16 febbraio 2016

Getsemani. Le precisazioni dei proprietari.

A seguito del nostro articolo ‘Getzemani: che fare?’ uscito alcuni giorni or sono, la proprietà del complesso, attraverso i suoi fiduciari in zona, ci ha fatto pervenire alcune osservazioni che volentieri pubblichiamo, sempre a titolo di contributo alla discussione in atto.

·   Getsemani abbandonato a se stesso. La proprietà ha investito all'oggi 40.000 euro per la pulizia ordinaria e per la messa in sicurezza: ci si chiede semmai come sia possibile che i casalesi "preoccupati ed indignati" non abbiano orecchie per sentire né occhi per vedere.
·    Errata valutazione dei costi per la strada. No; semplicemente definitiva constatazione che senza contributi regionali una nuova casa di riposo al Getsemani non aveva più senso (oltre al fatto che per portarsi a casa l'autorizzazione alla strada ci sono voluti quasi tre anni (e in questo senso è stata una cosa ben sofferta anche per l'Ente)
·        Refuso: Opera Pia Colleoni De' Maestri.

· Costo di acquisizione del complesso: all'oggi l'Ente è disponibile alla cessione del  Getsemani (struttura, parco, 100.000 mq di bosco, funicolare) per un milione di euro, anche trattabili.

1 commento:

Pietro Foti ha detto...

Quando la Fondazione proprietaria del Getsemani, ha chiesto ed ottenuto l'autorizzazione per la costruzione della strada, penso che una proposta progettuale della destinazione d'uso di tutta l'area l'avessero in mente. Forse era il momento di fermarsi, per verificare la fattibilità del progetto, prima di sventrare e distruggere una vasta area con le ruspe! A distanza ormai di circa dieci anni, il tracciato stradale è ormai stato invaso da vegetazione spontanea e il mancato convogliamento delle acque meteoriche,ha provocato uno sconvolgimento dell'equilibrio ambientale di tutta la zona. La Società dovrebbe avere tutto l'interesse per riaprire un dialogo con le Autorità pubbliche e con il nostro Paese, onde ricercare utili soluzioni, stante la necessità di utilizzare al meglio la struttura che, non dimentichiamo, riveste un interesse di particolare pregio storico. Pietro Foti