giovedì 25 novembre 2010

Arriva l'inverno

VËGN SCIÀ L’INVÈRN
Trascorsa la breve estate di san Martino, con il suo piccolo residuo di calore, si avvicina il periodo più buio dell’inverno. E’ il tempo che culminerà con il solstizio, quello che i nostri antichi progenitori temevano maggiormente, memori del ricordo ancestrale di origine indoeuropea, di terre dalle quali il sole scompare totalmente per giorni e giorni e potrebbe, chissà, non tornare mai più a fecondare la terra.
Il 25 di novembre la Chiesa ricorda il martirio di santa Caterina d’Alessandria (d’Egitto), uccisa con il supplizio della ruota dentata, e la tradizione dei nostri paesi ci ricorda che è giunto il momento di mettere al riparo gli animali più delicati: për säntä Cätärinä ij vach a lä cässinä, ij pèvär a lä provinä e ij crav a la giävinä (le vacche nella stalla, le pecore al pascolo, pur con la brina, e le capre a cercarsi la pastura tra le pietraie). Il 30 novembre si festeggia invece sant’Andrea, uno tra i primi apostoli del Cristo insieme al fratello Simone: për sänt’Andréa ël frëcc al montä in cädrègä, il freddo invernale comincia a farsi veramente sentire, montando in cattedra. E pochi giorni dopo, il 2 dicembre, santa Bibiana – o Viviana – porterà probabilmente neve, ricordando che së fiòcä për säntä Bibiänä, lä vëgn për quäräntä dì e ‘nä smänä, cioè quasi due mesi di sicure nevicate. Alégar!..
barba Bunìn

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