venerdì 25 gennaio 2019

Conosciamo don Massimo Galbiati, nuovo pastore delle parrocchie casalesi

Don Massimo Galbiati è nato a Novara – da famiglia novarese – il 23 settembre 1959; figlio unico, ha recentemente perso entrambe i genitori. Dopo il diploma di perito elettronico conseguito all’istituto Omar si è iscritto ai corsi di ingegneria del Politecnico di Milano, ma dopo aver svolto il servizio militare ha rinunciato agli studi e ha intrapreso l’attività di agente di commercio.

L’importante svolta della sua vita arriva intorno alla metà degli anni ’80, quando prende progressivamente consapevolezza della vocazione sacerdotale e, nel 1987, lascia il lavoro ed entra in seminario, giungendo all’ordinazione nel 1994.
Ha svolto la sua missione inizialmente, quale diacono, a Borgoticino e poi come coadiutore nella parrocchia di Cerano, occupandosi principalmente dei giovani e dell’oratorio. Successivamente gli sono state affidate le parrocchie di Lesa e Villa Lesa, cui si sono progressivamente aggiunte quelle di Solcio, Belgirate e alcune altre del Vergante.
Alcuni mesi or sono il Vescovo di Novara gli ha chiesto la disponibilità ad assumere la cura delle tre parrocchie del territorio casalese, invito subito accettato in quanto, come dice lui stesso “dopo diciannove anni nello stesso posto, sentivo che era giunto il momento di cambiare aria e di accettare nuove sfide, per quanto faticose possano rivelarsi”.
Abbiamo avuto con lui una lunga chiacchierata, durante la quale ci ha raccontato – tra le altre cose – la sua passione per la fotografia, per l’elettronica e la radiantistica, per la sua motocicletta Guzzi e per il ciclismo, che in passato lo ha visto anche in veste di corridore dilettante. Della sua ‘fede’ interista sapevamo già da don Adriano Miazza, che l’ha classificata come “il suo unico difetto”; del suo grande interesse per la cultura non ha parlato, ma lo abbiamo capito da noi, osservando l’enorme pila di libri che, nel corridoio della casa parrocchiale, attendono di essere debitamente sistemati negli scaffali.
Per quanto riguarda i primi impegni a Casale, ci ha detto di volersi mettere innanzitutto in ascolto, per cercare di conoscere e di comprendere le nostre realtà prima di prendere decisioni che potrebbero poi rivelarsi inadatte. Da subito però cercherà di dedicare la sua attenzione ai ragazzi e ai giovani, come da più parti gli è già stato raccomandato.
Non resta pertanto che porgergli il più caloroso benvenuto -cosa che faremo domenica 3 febbraio - accompagnato dai migliori auguri per l’impegno che lo attende e dall’offerta della più ampia collaborazione da parte dell’intera comunità.
la redazione del Bollettino Parrocchiale



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