lunedì 13 ottobre 2014

CÄSÀAL GH'È MAI NOTÄ?

A Casale non succede mai nulla… É una frase che si sente spesso in paese, pronunciata da persone di ogni età e condizione. Ci riferisce alla presunta mancanza di occasioni di svago e socializzazione, a una ipotetica condizione di 'morte civile' del paese che provocherebbe l'emigrazione del sabato sera e non solo. Ma sarà veramente così?
Prendiamo ad esempio il periodo appena trascorso. Vado a rileggere le notizie delle scorse settimane e trovo l'Oktoberfest, tre serate di divertimento a cura della Pro Loco, il corso di dialetto – che proseguirà nei prossimi mesi come ciclo di conferenze sulla cultura tradizionale, nell’intento di istituire anche a Casale una università popolare (Uni3) - al museo della Latteria Consorziale, spettacoli di teatro dialettale e per bambini al Cerro, presentazioni di libri e dei relativi autori, proiezioni fotografiche e chiacchierate musicali curate dal foto club L’Obiettivo e dai circoli Arci, gite e corsi di ginnastica a cura dell’associazione Promozione Anziani. Il tutto nell’arco delle sei settimane trascorse dal termine della stagione estiva.
So inoltre per certo che sono in fase di organizzazione numerosi altri momenti di festa, concerti, spettacoli, conferenze curate da diverse associazioni del comune, tanto da rendere assai ricca e interessante l’offerta complessiva di eventi sino alle prossime festività di fine anno.
A Casale non c’è mai nulla? Fatti i debiti confronti oserei affermare che, in proporzione alla popolazione e alle risorse disponibili, Casale sia nella zona uno dei centri più vivaci e dinamici.
Quello che invece sconforta è la scarsa partecipazione della cittadinanza a tutte queste iniziative, dove le facce che si incontrano sono sempre le stesse e dove spesso si incontrano più foresti che casalesi. Motivazione? “Non ne sapevo nulla!” è la più ricorrente, seguita da “Non ho tempo” e da “Non mi interessa questo, ci vorrebbe ben altro” (ma cosa, esattamente?)
Mancanza di informazione? Tutte le occasioni vengono pubblicizzate attraverso i tradizionali mezzi di comunicazione: giornali locali, bollettini parrocchiali e associativi, locandine affisse in tutti i luoghi pubblici e spesso consegnate personalmente ai possibili interessati. Sono poi ampiamente sfruttati i nuovi sistemi di comunicazione via internet attraverso siti web, blog e pagine dei social network. Personalmente continuo a mettere a disposizione il lavoro di cronista volontario attraverso le pagine dei settimanali diocesani e i miei siti web, a condizione che le notizie da pubblicare pervengano con almeno una settimana di anticipo.
Un problema reale è invece costituito dalla frequente sovrapposizione delle iniziative, dovuto al lavoro frazionato dei vari organizzatori. A questo si potrebbe rimediare comunicando con un buon anticipo cosa ‘bolle in pentola’ a una centrale unica di informazione, attività che l’assessorato comunale alla cultura sta da tempo cercando di organizzare, con poche risposte e conseguenti scarsi risultati, purtroppo. Speriamo che si possa arrivare per il futuro a una maggiore apertura reciproca e a un miglior coordinamento, ma “Cäsàal gh’è mai notä” ci sembra veramente un’osservazione priva di fondamento.
Massimo M. Bonini – barba Bonin


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